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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Una protuberanza per festeggiare la prima luce

12 May 2010 03:01 PM – Michele Diodati

Quasi a voler festeggiare la piena operatività, SDO (Solar Dynamics Observatory), il nuovo osservatorio solare della NASA lanciato l'11 febbraio scorso, ha registrato con grande ricchezza di dettagli nella giornata del 30 marzo l'evoluzione di una magnifica protuberanza solare, mostrata nel video seguente.

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Cortesia: NASA / SDO

SDO studierà in particolare la formazione dei campi magnetici solari e la loro relazione con le perturbazioni elettromagnetiche che si verificano sulla Terra in conseguenza di eventi violenti sul Sole. L'osservatorio è in grado di produrre immagini dieci volte più definite di quelle dei televisori ad alta risoluzione. L'enorme mole di dati inviata a terra, pari a qualcosa come 1,5 terabyte al giorno, rappresenta l'equivalente di mezzo milione di canzoni stipate su un lettore MP3 (se solo ne esistesse uno di simile capienza).

Per portare a termine la sua missione quinquennale, il nuovo osservatorio spaziale si serve di tre strumenti:

  • HMI (Helioseismic and Magnetic Imager) – lo strumento ha lo scopo di mappare i campi magnetici solari, penetrando sotto l'opaca superficie della stella grazie;

  • AIA (Atmospheric Imaging Assembly) – è un gruppo di quattro telescopi, il cui scopo è fotografare la superficie e l'atmosfera solare con un altissimo livello di dettaglio, in dieci differenti lunghezze d'onda;

  • EVE (Extreme Ultraviolet Variability Experiment) – misura le variazioni della radiazione solare, le cui fluttuazioni influenzano direttamente l'alta atmosfera della Terra.

Immagine in falsi colori del Sole nell'estremo ultravioletto, acquisita da SDO il 30 marzo 2010. I rossi mappano regioni relativamente fredde (circa 60.000 K), i blu e i verdi regioni molto più calde (oltre un milione di gradi Kelvin). Cortesia: NASA / Goddard / SDO AIA Team

Immagine in falsi colori del Sole nell'estremo ultravioletto, acquisita da SDO il 30 marzo 2010. I rossi mappano regioni relativamente fredde (circa 60.000 K), i blu e i verdi regioni molto più calde (oltre un milione di gradi Kelvin). Cortesia: NASA / Goddard / SDO AIA Team

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La risoluzione delle immagini prodotte da SDO a confronto con quella delle immagini acquisite da altri osservatori solari. Cortesia: NASA

La risoluzione delle immagini prodotte da SDO a confronto con quella delle immagini acquisite da altri osservatori solari. Cortesia: NASA

Il colorato "scudetto" della missione SDO. Cortesia: NASA / SDO

Il colorato "scudetto" della missione SDO. Cortesia: NASA / SDO

Riferimenti

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Tag: Sole, SDO, protuberanze solari, articoli

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