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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Macchie assortite nell’atmosfera tempestosa di Giove

13 May 2010 04:38 PM – Michele Diodati

A maggio 2008 La WFPC2 di Hubble colse un'"insalata" di macchie su Giove: a Ovest della Grande Macchia Rossa, ma a una latitudine inferiore, è visibile la Macchia Rossa Junior, apparsa nel 2006. Ancora più a Ovest, compare una terza macchia rossa, più piccola delle altre due. Cortesia: M. Wong e I. de Pater (University of California, Berkeley)

A maggio 2008 La WFPC2 di Hubble colse un'"insalata" di macchie su Giove: a Ovest della Grande Macchia Rossa, ma a una latitudine inferiore, è visibile la Macchia Rossa Junior, apparsa nel 2006. Ancora più a Ovest, compare una terza macchia rossa, più piccola delle altre due. Cortesia: M. Wong e I. de Pater (University of California, Berkeley)

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La meravigliosa immagine acquisita dalla Wide Field and Planetary Camera 2 di Hubble tra il 9 e 10 maggio 2008 mostra una situazione di particolare turbolenza dell’atmosfera gioviana. La Grande Macchia Rossa – quella sorta di tuorlo d’uovo che è la caratteristica saliente dell’immagine – appare affiancata da altre due macchie: la cosiddetta Red Spot Jr., apparsa nel 2006, e una terza macchia, più piccola delle altre due, di colore arancio, visibile sulla sinistra. La Macchia Rossa Junior era in precedenza un'ovale bianco che, a partire da dicembre 2005, ha cambiato colore, arrossandosi. L'ovale bianco, chiamato "Oval BA", era apparso sei anni prima come esito della fusione di tre precedenti ovali bianchi. Questi si erano formati a loro volta alla fine degli Anni Trenta ed erano particolarmente prominenti all'epoca del passaggio dei due Voyager presso Giove nel 1979.

Secondo gli scienziati, le turbolenze dell’atmosfera gioviana documentate dalle immagini dei telescopi Hubble e Keck potrebbero essere il risultato di cambiamenti climatici cominciati nel 2006: una variazione di 8-10 gradi Celsius, con la zona equatoriale che diviene più calda e il Polo Sud che si raffredda.

Per inciso, parlare di “macchie” in riferimento alle tempeste di Giove è a dir poco riduttivo. La nostra cara vecchia Terra, tanto per dire, entra circa tre volte, così com’è, nella Grande Macchia Rossa che percorre ormai da alcuni secoli la perturbata atmosfera del gigante gassoso.

Mappa cilindrica in falsi colori di Giove, ottenuta assemblando immagini linearizzate acquisite dalla WFPC2 di Hubble tra il 9 e il 10 maggio 2008. La mappa mostra le latitudini comprese tra +70 e -70 gradi. La risoluzione è di un quarto di grado. Cortesia: M. Wong e I. de Pater (University of California, Berkeley)

Mappa cilindrica in falsi colori di Giove, ottenuta assemblando immagini linearizzate acquisite dalla WFPC2 di Hubble tra il 9 e il 10 maggio 2008. La mappa mostra le latitudini comprese tra +70 e -70 gradi. La risoluzione è di un quarto di grado. Cortesia: M. Wong e I. de Pater (University of California, Berkeley)

Immagine composita in falsi colori di Giove e di Europa acquisita nel vicino infrarosso con l'ausilio di ottiche adattive dall'Osservatorio Keck l'11 maggio 2008. Il riquadro sulla destra mostra ciò che è stato osservato alla lunghezza d'onda di 5 micrometri. Le tre grandi macchie appaiono scure perché si trovano più in alto rispetto alla regione profonda dell'atmosfera dalla quale proviene la radiazione infrarossa osservata a 5 micrometri. Le nuvole più alte bloccano cioè il calore che proviene dagli strati inferiori dell'atmosfera. Cortesia:  Imke de Pater, Michael Wong (UC Berkeley); Al Conrad (Keck Observatory) e Chris Go (Cebu, Filippine)

Immagine composita in falsi colori di Giove e di Europa acquisita nel vicino infrarosso con l'ausilio di ottiche adattive dall'Osservatorio Keck l'11 maggio 2008. Il riquadro sulla destra mostra ciò che è stato osservato alla lunghezza d'onda di 5 micrometri. Le tre grandi macchie appaiono scure perché si trovano più in alto rispetto alla regione profonda dell'atmosfera dalla quale proviene la radiazione infrarossa osservata a 5 micrometri. Le nuvole più alte bloccano cioè il calore che proviene dagli strati inferiori dell'atmosfera. Cortesia: Imke de Pater, Michael Wong (UC Berkeley); Al Conrad (Keck Observatory) e Chris Go (Cebu, Filippine)

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Tag: Giove, telescopio spaziale hubble, grande macchia rossa, osservatorio keck, infrarosso, articoli

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