Overblog Tutti i blog Blog migliori Scienza e tecnologia
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Giove ha perso una striscia

13 May 2010 10:37 PM – Michele Diodati

Basta un telescopio amatoriale per vedere le strisce orizzontali alternativamente chiare e scure che percorrono la superficie di Giove e ne costituiscono una caratteristica distintiva, al pari della celebre macchia rossa (una gigantesca tempesta che percorre l’emisfero meridionale del pianeta da alcuni secoli, forse più).

Le strisce di Giove hanno una certa stabilità, sicché gli astronomi hanno dato loro dei nomi convenzionali, per poterne parlare più agevolmente. Le fasce più scure sono chiamate bande, quelle più chiare zone. Con l'acronimo NEB, dall'inglese North Equatorial Belt, si indica la banda equatoriale settentrionale e con SEB, South Equatorial Belt, la corrispondente banda equatoriale meridionale, ai margini della quale vortica la grande macchia rossa, simile a un gigantesco occhio aperto sul corpo di Giove.

La notizia di questi ultimi mesi è che SEB, la banda meridionale, è scomparsa. Lo si nota confrontando le due immagini qui di seguito.

Pubblicità
La banda equatoriale meridionale di Giove (SEB) non c’è più. Cortesia: Anthony Wesley

La banda equatoriale meridionale di Giove (SEB) non c’è più. Cortesia: Anthony Wesley

Quando la SEB scompare, la Grande Macchia Rossa appare più scura e prominente del solito. Cortesia: Anthony Wesley

Quando la SEB scompare, la Grande Macchia Rossa appare più scura e prominente del solito. Cortesia: Anthony Wesley

Il fenomeno per la verità è noto, tanto da avere anche un nome: South Equatorial Belt Disturbance, ovvero “disturbo della banda equatoriale meridionale”. Ogni 3-15 anni, la fascia, che normalmente ha un colore marrone tendente al rosso, gradualmente scompare. Dopo alcune settimane o mesi, appare una macchia bianca, dalla quale cominciano a sgorgare grumi di materia oscura, che i violenti venti che percorrono ininterrottamente il pianeta trasformano in filamenti e volute, che finiscono per ricostituire ben presto l’aspetto consueto della fascia.

Ma qual è l’origine delle fasce orizzontali a colori alternati che percorrono la superficie di Giove? I modelli finora prodotti non sono in grado di spiegare completamente le complesse dinamiche dell'atmosfera gioviana. Sicuramente vi sono correnti a getto prograde e retrograde che influiscono sulla struttura e i cambiamenti di bande e zone, correnti ascensionali e discensionali che influenzano la colorazione e l'aspetto delle nubi visibili nell'alta atmosfera del pianeta. Quali siano, però, le cause profonde che regolano i fenomeni osservati, o le esatte reazioni chimiche alla base dei complessi cambiamenti cromatici, non è noto.

Alcuni ricercatori propongono una spiegazione per le strisce gioviane che interessa la struttura complessiva del pianeta e non semplicemente la sua atmosfera. Andreas Tilgner, un geofisico dell'Università di Göttingen in Germania, è convinto per esempio che una causa almeno parziale della formazione delle strisce di Giove sia l'attrazione gravitazionale esercitata sul pianeta dalle sue numerose lune. In un articolo apparso su Science, l'idea è spiegata così:

Pubblicità

Giove, come qualsiasi altro pianeta gassoso, è essenzialmente una sfera di fluido che ruota sul proprio asse. E la ripetuta trazione mareale, per esempio di una luna orbitante, può indurre il fluido che scorre a organizzarsi in un modo particolare. Nello specifico, formerà zone cilindriche, o "colonne", una dentro l'altra, che fluiscono intorno all'asse del cilindro a diverse velocità. Dove queste zone cilindriche intersecano la superficie della sfera, producono strisce che corrono orizzontalmente rispetto all'equatore della sfera, in modo molto simile a quelle osservate nei pianeti gassosi.

Il gruppo di Tilgner ha peraltro condotto un esperimento di laboratorio, usando un cilindro rotante sul quale sono state applicate delle maree artificiali, che ha confermato in buona parte le previsioni matematiche della teoria.

Il cilindro rotante e le strisce apparse nel corso dell'esperimento di Tilgner, fortemente somiglianti a quelle di Giove. Cortesia: NASA (Giove); C. Morize et al, Physical Review Letters (2010)

Il cilindro rotante e le strisce apparse nel corso dell'esperimento di Tilgner, fortemente somiglianti a quelle di Giove. Cortesia: NASA (Giove); C. Morize et al, Physical Review Letters (2010)

I nomi di bande e zone gioviane. Cortesia: NASA/JPL (Giove) / Wikimedia (illustrazione)

I nomi di bande e zone gioviane. Cortesia: NASA/JPL (Giove) / Wikimedia (illustrazione)

Pubblicità

Riferimenti

Tag: Giove, fisica, SEB, NEB, articoli

Condividi post

La tua opinione