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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Venticinque anni fa Giotto incontrava Halley

15 Jun 2011 11:43 PM – Michele Diodati

Cortesia: ESA

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Il video mostra l’impresa compiuta nella notte tra il 13 e il 14 marzo 1986 dalla sonda Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che sfiorò il nucleo della cometa di Halley, sorvolandolo a soli 596 km di distanza. Benché colpita da piccoli frammenti della cometa, Giotto sopravvisse all’incontro ravvicinato, anche se perse l’orientamento e solo 32 minuti più tardi riuscì a stabilizzarsi nuovamente.

Quella di Halley è di certo la più famosa tra le comete. Ricordo ancora i racconti di mio nonno, che, da bambino, nel 1910, l’aveva potuta osservare direttamente a occhio nudo, traendo dallo spettacolo un'impressione indimenticabile, ancora viva e presente in lui quando me ne parlava ormai vecchio.

Dopo l’ultimo passaggio avvenuto nel 1986, la cometa di Halley passerà nuovamente da “queste parti” nel 2061. Il transito al perielio è previsto per il 28 luglio, in considerazione del periodo orbitale di 75,3 anni della cometa. Molto prima, nel dicembre 2023, raggiungerà invece l’afelio, il punto più lontano dal Sole della sua orbita estremamente eccentrica (e = 0,967). Si troverà allora a 35,1 unità astronomiche dalla nostra stella (5 au oltre l’orbita di Nettuno).

Le analisi di Giotto rivelarono la composizione dei materiali espulsi dalla cometa: 80% di acqua, 10% di monossido di carbonio, 2,5% di metano e ammoniaca, tracce di altri idrocarburi, ferro e sodio. La sonda Giotto fu la prima, inoltre, a fotografare il nucleo di una cometa: quello di Halley ha più o meno la forma di un’arachide, con dimensioni approssimative di 15 x 7 x 10 km. La massa è stimata in 220 miliardi di tonnellate. Circa il 10% della superficie della cometa è attivo: Giotto osservò almeno tre getti, nel lato del nucleo illuminato dal Sole. L’azione combinata della luce e del vento solare induce la formazione della spettacolare coda, che può svilupparsi fino a una lunghezza di 100 milioni di km: una misura incredibile, per un oggetto tutto sommato così piccolo.

L’analisi delle abbondanze relative di elementi come idrogeno, ossigeno e carbonio indicano che la cometa di Halley è più o meno coeva del Sole. Negli oltre 4,5 miliardi di anni trascorsi dalla sua formazione, questo conglomerato di neve sporca è rimasto praticamente immutato, impegnato unicamente a percorrere il suo giro senza fine da un estremo all’altro del Sistema solare. L’azione del Sole durante i passaggi al perielio fa sì, però, che perda inesorabilmente massa: secondo alcune stime, nel corso delle ultime 2-3000 rivoluzioni, la cometa di Halley avrebbe perso tra l’80 e il 90% della sua massa. Di questo passo, finirà probabilmente per evaporare del tutto nel giro di qualche milione di anni. O forse si spezzerà prima in due parti. Oppure sarà espulsa a un certo punto dal sistema solare, evitando di finire dissolta. È un guaio non avere la sfera di cristallo…

Immagine del nucleo della cometa di Halley, ottenuta nel 1986 dalla Halley Multicolor Camera della sonda Giotto. Cortesia: Giotto Project/ESA

Immagine del nucleo della cometa di Halley, ottenuta nel 1986 dalla Halley Multicolor Camera della sonda Giotto. Cortesia: Giotto Project/ESA

Un'altra immagine del nucleo della cometa di Halley, scattata dalla sonda Giotto durante il flyby del 1986. Cortesia: ESA/MPAe Lindau

Un'altra immagine del nucleo della cometa di Halley, scattata dalla sonda Giotto durante il flyby del 1986. Cortesia: ESA/MPAe Lindau

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La traiettoria seguita dalla sonda Giotto per incrociare la cometa di Halley (<a href="http://spaceinimages.esa.int/var/esa/storage/images/esa_multimedia/images/2003/05/giotto_approaching_the_nucleus_of_halley_s_comet/9748861-3-eng-GB/Giotto_approaching_the_nucleus_of_Halley_s_Comet.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). La velocità relativa della sonda rispetto alla cometa durante la fase di avvicinamento era di 68 km/s. Cortesia: ESA

La traiettoria seguita dalla sonda Giotto per incrociare la cometa di Halley (<a href="http://spaceinimages.esa.int/var/esa/storage/images/esa_multimedia/images/2003/05/giotto_approaching_the_nucleus_of_halley_s_comet/9748861-3-eng-GB/Giotto_approaching_the_nucleus_of_Halley_s_Comet.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). La velocità relativa della sonda rispetto alla cometa durante la fase di avvicinamento era di 68 km/s. Cortesia: ESA

La cometa di Halley fotografata nel 1910. Cortesia: The Yerkes Observatory

La cometa di Halley fotografata nel 1910. Cortesia: The Yerkes Observatory

Riferimenti

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Tag: articoli, Giotto, cometa di Halley, comete

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