La rotazione delle macchie solari innesca una gigantesca eruzione
Cortesia: D. Brown/NASA/SDO/AIA, EVE e HMI science teams (<a href="http://www.ras.org.uk/images/stories/NAM/2011/images/brown.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>)
L’immagine composita, realizzata con il contributo degli strumenti HMI e AIA del Solar Dynamics Observatory (SDO), mostra il Sole alle ore 1:50 antimeridiane del 15 febbraio 2011. Solo sei minuti prima, le cinque macchie solari della regione attiva AR 11158 (visibili nel riquadro inferiore destro dell’immagine) avevano rilasciato un brillamento di classe X, il più potente dopo quello del dicembre 2006. Un brillamento di tale classe emette qualcosa come 1012 W/m2 ed è così potente da poter danneggiare, se diretto verso la Terra, le nostre reti elettriche e satellitari.
Secondo i risultati di una ricerca presentati il 20 aprile dal dr. Daniel Brown al National Astronomy Meeting della Royal Astronomical Society, l’enorme rilascio di energia è stato provocato dal raggiungimento del punto di rottura delle linee di campo magnetico, create dall’interazione delle cinque macchie solari della regione attiva AR 11158. Le macchie hanno ruotato nel corso di sei giorni tra i 50 e i 130 gradi, alcune in senso orario ed altre in senso antiorario. Questa torsione ha immesso energia nel campo magnetico, provocando lo stesso effetto che si ha in un elastico, quando viene attorcigliato fino a superare il punto di rottura: tutta l’energia potenziale accumulata si libera in un attimo, con effetto dirompente.
Il video mostra le dinamiche dell'atmosfera solare durante sei giorni. I dati dalla superficie del Sole provengono dallo strumento HMI dell'osservatorio SDO, mentre i dati sull'atmosfera (alla temperatura di un milione di gradi Kelvin) provengono dallo strumento AIA di SDO. Il riquadro in basso a destra mostra in primo piano il comportamento delle macchie solari della regione attiva 11158, la cui rotazione è collegata ai brillamenti visibili nell'atmosfera. Cortesia: D. Brown/NASA/SDO/AIA, EVE e HMI science teams
Riferimenti
NAM 19: Rotating sunspots spin up a super solar flare
The largest solar flare recorded in nearly five years was triggered by interactions between five rotating sunspots. Researchers at the University of Central Lancashire studied observations of the ...
http://www.ras.org.uk/search/article-archive/1958-rotating-sunspots-spin-up-a-super-solar-flare
SDO | Solar Dynamics Observatory
SDO is designed to help us understand the Sun's influence on Earth and Near-Earth space by studying the solar atmosphere on small scales of space and time and in many wavelengths simultaneously.
AIA - Atmospheric Imaging Assembly
The Atmospheric Imaging Assembly (AIA) for the Solar Dynamics Observatory (SDO) is designed to provide an unprecedented view of the solar corona, taking images that span at least 1.3 solar diameters
Helioseismic and Magnetic Imager for SDO
HMI is an instrument designed to study oscillations and the magnetic field at the solar surface, or photosphere. HMI is one of three instruments on the Solar Dynamics Observatory; together, the ...
Tag: Sole, articoli, brillamenti, macchie solari, regioni attive, SDO













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