Overblog Tutti i blog Blog migliori Scienza e tecnologia
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Un nuovo lampo di raggi gamma frantuma ogni record di distanza cosmica

29 Apr 2009 04:11 PM – Michele Diodati

Un team internazionale di astronomi, usando dati raccolti dal satellite Swift, ha scoperto un lampo di raggi gamma proveniente da una stella che morì quando l’universo aveva soltanto 630 milioni di anni: meno del cinque per cento dell’età attuale. L’evento, chiamato GRB 090423, è la più distante esplosione cosmica mai vista.

Pubblicità
Il lampo di raggi gamma GRB 090423 osservato dal satellite Swift. L'immagine somma dati nei raggi X, nell'ultravioletto e nel visibile. Cortesia: NASA / Swift / Stefan Immler

Il lampo di raggi gamma GRB 090423 osservato dal satellite Swift. L'immagine somma dati nei raggi X, nell'ultravioletto e nel visibile. Cortesia: NASA / Swift / Stefan Immler

«L’incredibile distanza di questo lampo supera qualsiasi nostra aspettativa: si è trattato di una vera apparizione dal passato», afferma lo scienziato a capo del progetto Swift, Neil Gehrels, del Goddard Space Flight Center della NASA.

Il lampo è stato registrato alle 3,55 antimeridiane EDT del 23 Aprile. Swift ha rapidamente localizzato l’esplosione, consentendo ai telescopi terrestri di inquadrare il bersaglio prima che il bagliore scomparisse. Astronomi dislocati in Cile e alle Isole Canarie hanno misurato indipendentemente lo spostamento verso il rosso dell’esplosione, che è risultato essere di 8,2, frantumando il precedente record di 6,7, stabilito da un’esplosione registrata nel Settembre 2008. Uno spostamento verso il rosso di 8,2 corrisponde a una distanza di 13,035 miliardi di anni luce.

«Stiamo assistendo alla morte di una stella, e probabilmente alla nascita di un buco nero, in una delle più antiche generazioni stellari dell’Universo», dice Derek Fox della Pennsylvania State University.

I lampi di raggi gamma sono le esplosioni più luminose nell’Universo. La maggior parte si verifica quando stelle di grande massa terminano il combustibile nucleare. Nel momento in cui i nuclei collassano in un buco nero o in una stella di neutroni, getti di materia si fanno strada attraverso il corpo della stella ed esplodono nello spazio esterno. Lì, colpiscono il gas precedentemente espulso dalla stella e lo riscaldano, producendo bagliori di breve durata, visibili in molte lunghezze d’onda.

Per anni, gli astronomi sono stati a caccia di lampi di raggi gamma provenienti dalle prime generazioni di stelle, fallendo misteriosamente nel tentativo. Il rilevamento di GRB 090423 rappresenta perciò un’importante tappa di avvicinamento verso la scoperta di esplosioni con uno spostamento verso il rosso compreso tra 10 e 20.

Entro tre ore dal lampo del 23 Aprile, il gruppo di Nial Tanvir, dell’Università di Leicester in Gran Bretagna, ha riferito il rilevamento di una sorgente a infrarossi nella posizione indicata da Swift, tramite lo United Kingdom Infrared Telescope (UKIRT) sul Mauna Kea, alle Hawaii.

Nello stesso tempo, Fox ha usato il telescopio Gemini Nord nel tentativo di ottenere immagini nell’infrarosso del bagliore successivo all’esplosione. La sorgente risultava visibile nelle immagini a lunghezza d’onda maggiore mentre era assente in un’immagine catturata nella lunghezza d’onda di 1 micron. Questa differenza è indicativa di una distanza di circa 13 miliardi di anni luce.

Non appena Fox ha diffuso la notizia della distanza record, telescopi di tutto il mondo sono stati puntati verso il bagliore, nel tentativo di osservarlo prima che scomparisse.

Usando il Telescopio Nazionale Galileo di La Palma nelle Isole Canarie, un gruppo comprendente l'italiano Guido Chincarini dell’Università di Milano-Bicocca ha determinato che lo spostamento verso il rosso del bagliore residuo era di 8,2. Il gruppo di Tanvir, raccogliendo osservazioni quasi simultanee ottenute con il VLT dell’ESO a Cerro Paranal, in Cile, è arrivato allo stesso valore.

«Si tratta di un’incredibile scoperta», ha dichiarato Chincarini. «Ciò che la rende ancora migliore è che un telescopio chiamato Galileo ha fatto questa misurazione durante l’anno in cui celebriamo il quattrocentesimo anniversario del primo uso astronomico del telescopio da parte di Galileo».

I brillamenti di raggi gamma che durano più di due secondi sono causati dalla detonazione di una stella di grande massa in rapida rotazione, alla fine della sua vita sulla sequenza principale. Getti di particelle e radiazione gamma vengono emessi in direzioni opposte dal nucleo stellare, nel momento in cui la stella collassa. In questo modello, viene emesso un sottile fascio di raggi gamma, seguito poi da un fascio più ampio. Cortesia: NASA / Swift / Cruz deWilde

Pubblicità
Una rappresentazione artistica delle prime stelle formatesi dopo il Big Bang. Cortesia: NASA

Una rappresentazione artistica delle prime stelle formatesi dopo il Big Bang. Cortesia: NASA

Tag: raggi gamma, GRB, Swift, UKIRT, telescopio nazionale Galileo, VLT, gemini, articoli

Condividi post

La tua opinione