Pianeti orfani e microlenti gravitazionali
Cortesia: NASA/JPL
L’animazione mostra il processo di scoperta di un pianeta orfano per mezzo di un effetto di microlente gravitazionale.
L’effetto consiste nella distorsione e nell’incremento della luce proveniente da una stella distante, grazie all’azione della gravità di un corpo massiccio interposto (una stella o un pianeta di tipo gioviano), che agisce sul corpo lontano come una lente d’ingrandimento, provocando una distorsione della trama spaziale che noi percepiamo come deviazione, moltiplicazione e aumento della luce proveniente dalla stella lontana. Dalla durata del fenomeno è possibile dedurre la massa dell’oggetto. Un pianeta genera un’illuminazione che può durare un giorno o due, mentre una stella può creare una microlente della durata di alcune settimane.
Con questa tecnica sono stati scoperti finora, guardando verso la zona centrale della Via Lattea, affollatissima di stelle, una decina di oggetti solitari non stellari. Alcuni potrebbero essere nane brune, cioè stelle mancate che non si sono accese perché non avevano la massa sufficiente per innescare la fusione dell’idrogeno nei loro nuclei. Altri, forse la maggior parte, potrebbero essere invece giganti gassosi di tipo gioviano, nati intorno a un sistema stellare e poi sparati via da qualche tipo di interazione gravitazionale. Quale che sia la loro origine, e considerando il fatto che è possibile rilevare attualmente solo i pianeti orfani più massicci, gli astronomi sospettano che i corpi liberamente fluttuanti nello spazio interstellare possano essere addirittura due volte più numerosi delle stelle visibili: cioè diverse centinaia di miliardi.
Sono attivi al momento due gruppi di ricerca, entrambi impegnati nella scoperta e nell’analisi di fenomeni di microlente gravitazionale. I loro nomi sono OGLE (Optical Gravitational Lensing Experiment) e MOA (Microlensing Observations in Astrophysics).
Rappresentazione artistica di un pianeta orfano (<a href="http://www.nasa.gov/images/content/549310main_pia14093-43_full.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Riferimenti
Free-Floating Planets May Be More Common Than Stars - NASA Science
Astronomers have discovered a new class of planets floating alone in the dark of space. These lone worlds are probably outcasts from developing planetary systems and, moreover, they could be twice ...
http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/18may_orphanplanets/
NASA - National Aeronautics and Space Administration
This artist's animation illustrates the technique used for finding free-floating, Jupiter-mass planets in space. Astronomers found evidence for 10 of these worlds, thought to have been ejected early
http://www.nasa.gov/topics/universe/features/planet20110518-video.html
Gravitational microlensing - Wikipedia, the free encyclopedia
Microlensing by an isolated object was first detected in 1993. Since then, microlensing has been used to constrain the nature of the dark matter, detect extrasolar planets, study limb darkening in ...
Optical Gravitational Lensing Experiment - Wikipedia, the free encyclopedia
The Optical Gravitational Lensing Experiment or OGLE is a Polish astronomical project based at the University of Warsaw that is chiefly concerned with discovering dark matter using the microlensing
http://en.wikipedia.org/wiki/Optical_Gravitational_Lensing_Experiment
MOA, Microlensing Observations in Astrophysics
MOA (Microlensing Observations in Astrophysics) is a Japan/NZ collaboration that makes observations on dark matter, extra-solar planets and stellar atmospheres using the gravitational microlensing ...
Tag: esopianeti, articoli, pianeti orfani, microlente gravitazionale, OGLE, MOA













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