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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

La voce di Saturno

23 Mar 2011 08:32 PM – Michele Diodati

Giove e Saturno emettono segnali radio a bassa frequenza che sono stati utilizzati per calcolare il periodo di rotazione dei due pianeti. Nel caso di Giove, la cosa ha funzionato bene, ma con Saturno no. Circa una trentina di anni fa, la sonda Voyager aveva rilevato un periodo di 10,66 ore, ma le successive missioni verso Saturno – Ulisse negli anni ‘90 e la più recente Cassini tuttora in corso – avevano scoperto che il periodo non era sempre uguale, ma aveva oscillazioni di secondi o addirittura di minuti.

Un’analisi dettagliata dei dati raccolti dalla sonda Cassini mostrò poi che le onde radio emesse da Saturno (la cosiddetta Saturn Kilometric Radiation, SKR per gli amici) non costituiscono un flusso uniforme ma un duetto sfasato, un controcanto di voci stonate. Le onde radio provenienti dalla regione prossima al polo nord di Saturno hanno un periodo di 10,6 ore, mentre quelle provenienti dal polo Sud hanno un periodo di 10,8 ore.

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Un video della NASA (con commento in inglese) in cui è possibile ascoltare la "voce" di Saturno: le emissioni radio sono state ricampionate a frequenze più alte e velocità maggiore, per permettere l'ascolto ad orecchie umane. Cortesia: NASA / JPL

Diverse analisi e teorie sono state presentate in vari studi scientifici sull’argomento. Inizialmente si pensò che i due periodi malamente sovrapposti potessero essere la conseguenza della rotazione differenziale del pianeta, che, essendo un gigante gassoso, è costituito da “fette” impilate l’una sull’altra che ruotano appunto a velocità differenti. Tuttavia si è scoperto di recente che il “canto” di Saturno è associato alle aurore del pianeta e che entrambi i fenomeni sono collegati alle variazioni della magnetosfera di Saturno, che risente dell’influenza variabile del Sole. Ora che, passato l’ultimo equinozio, il pianeta si sta inclinando sempre più in modo da mostrare il polo nord al Sole, il periodo del flusso di onde radio proveniente dall’emisfero nord si allunga di conseguenza (è attualmente di 10,71 ore), mentre quello proveniente dall’emisfero sud si accorcia (10,54 ore).

Stanley Cowley, un professore dell’Università di Leicester e co-responsabile scientifico del magnetometro a bordo della sonda Cassini, ha spiegato:

La pioggia di elettroni nell’atmosfera che produce le aurore produce anche le emissioni radio e influenza il campo magnetico; gli scienziati pensano pertanto che tutte queste variazioni che noi osserviamo siano collegate alla variabile influenza del Sole sul pianeta.

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Saturno all’equinozio, ripreso dal telescopio spaziale Hubble nel 2009, con entrambi i poli contemporaneamente visibili, tutti e due contornati da aurore (<a target="_blank" href="http://www.nasa.gov/images/content/530044main_cassini20110322-43_full.jpg">vedi alla massima risoluzione</a>). Cortesia: NASA/ESA/STScI/University of Leicester

Saturno all’equinozio, ripreso dal telescopio spaziale Hubble nel 2009, con entrambi i poli contemporaneamente visibili, tutti e due contornati da aurore (<a target="_blank" href="http://www.nasa.gov/images/content/530044main_cassini20110322-43_full.jpg">vedi alla massima risoluzione</a>). Cortesia: NASA/ESA/STScI/University of Leicester

Riferimenti

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Tag: missione cassini, campi magnetici, aurore, articoli, saturno, telescopio spaziale hubble

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