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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Il telescopio da 30 metri ha la meglio sui bacarozzi delle Hawaii

16 Jul 2010 10:14 PM – Michele Diodati

Una rappresentazione artistica del futuro TMT (Thirty Meter Telescope). Cortesia: TMT Observatory Corporation (per questa e per tutte le immagini successive)

Una rappresentazione artistica del futuro TMT (Thirty Meter Telescope). Cortesia: TMT Observatory Corporation (per questa e per tutte le immagini successive)

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Qualche giorno fa il consiglio direttivo dell’Università delle Hawaii ha dato il via libera definitivo alla costruzione del Thirty Meter Telescope, o TMT: un telescopio con uno specchio primario da 30 metri di diametro, la cui costruzione dovrebbe essere completata, se tutto andrà secondo i piani, entro il 2018. Sarà di gran lunga il più grande telescopio del mondo... almeno fino a quando l'ESO non avrà costruito l'E-ELT, il "telescopio estremamente grande", che, come dice il nome, sarà ancora più grande.

La progettazione e la costruzione del TMT, come sempre accade in simili imprese gigantesche, fa capo ad ampi consorzi di università ed imprese, tra cui figurano il Caltech, l’Università della California e l’Associazione delle Università canadesi per la ricerca in astronomia. L’immagine riportata più sopra è una rappresentazione artistica di come sarà la cupola del TMT, che verrà edificata alla sommità del Mauna Kea, su terreni in gestione all’Università delle Hawaii.

Va detto che iI progetto è stato osteggiato da alcuni nativi hawaiani, che considerano il Mauna Kea una montagna sacra. Un’altra grana sulla strada della costruzione del maxi-telescopio sono state le proteste di alcuni ambientalisti, che sostengono che la costruzione di telescopi sul Mauna Kea è una minaccia per una rara specie endemica di scarafaggio, il wēkiu (Nysius wekiuicola), che ha l’insolita abitudine di nutrirsi di insetti morti, depositati dal vento sulla sommità della montagna.

Con buona pace delle colonie di wēkiu dimoranti sulla vetta del Mauna Kea, alla fine il consiglio direttivo dell'Università ha votato a favore della costruzione del TMT.

Dal punto di vista costruttivo, il TMT avrà uno specchio primario da trenta metri composto da 492 segmenti esagonali. Trenta metri misureranno anche le due piattaforme Nasmyth, adibite a contenere ciascuna fino a otto strumenti scientifici. La sola struttura del telescopio si innalzerà da terra per 50 metri e sarà larga 56. La cupola di copertura avrà un diametro di 66 metri. La calotta sarà dotata di 98 aperture, per aumentare la ventilazione interna e migliorare il seeing. Una piattaforma rotante permetterà un’escursione del telescopio di 65 gradi in ogni direzione, a partire dallo zenith. La massa mobile costituita dal telescopio, dalle ottiche e dalla strumentazione peserà 1430 tonnellate. La struttura del TMT sarà completata da uno specchio secondario da 3,1 metri e da uno specchio terziario da 2,5 metri.

Lo specchio primario, con le sue 492 celle esagonali e le piattaforme laterali per l'alloggiamento degli strumenti scientifici

Lo specchio primario, con le sue 492 celle esagonali e le piattaforme laterali per l'alloggiamento degli strumenti scientifici

Il telescopio sarà protetto da un edificio a cupola del diametro di 66 metri

Il telescopio sarà protetto da un edificio a cupola del diametro di 66 metri

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Questo montaggio permette di avere un'idea delle dimensioni della struttura che sorreggerà gli specchi del TMT

Questo montaggio permette di avere un'idea delle dimensioni della struttura che sorreggerà gli specchi del TMT

La strumentazione scientifica verso cui potrà essere diretta la luce che entra nel telescopio (informazioni sugli strumenti sono disponibili <a href="http://www.tmt.org/observatory/instruments" target="_blank">in inglese sul sito TMT</a>)

La strumentazione scientifica verso cui potrà essere diretta la luce che entra nel telescopio (informazioni sugli strumenti sono disponibili <a href="http://www.tmt.org/observatory/instruments" target="_blank">in inglese sul sito TMT</a>)

Il sistema di guida laser per le ottiche adattive che consentiranno al telescopio di compensare i disturbi atmosferici

Il sistema di guida laser per le ottiche adattive che consentiranno al telescopio di compensare i disturbi atmosferici

Schema di un attuatore, parte del sistema di ottiche adattive che servirà per modificare in tempo reale la forma dello specchio, in modo da compensare i disturbi atmosferici

Schema di un attuatore, parte del sistema di ottiche adattive che servirà per modificare in tempo reale la forma dello specchio, in modo da compensare i disturbi atmosferici

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Rappresentazione artistica del TMT, alloggiato nel suo edificio a cupola

Rappresentazione artistica del TMT, alloggiato nel suo edificio a cupola

Rappresentazione artistica dello specchio primario del TMT

Rappresentazione artistica dello specchio primario del TMT

La possente gabbia metallica che reggerà il sistema di specchi del TMT

La possente gabbia metallica che reggerà il sistema di specchi del TMT

L'edificio del TMT come potrebbe apparire nella luce del primo mattino

L'edificio del TMT come potrebbe apparire nella luce del primo mattino

In questa illustrazione artistica, che mostra il telescopio nella luce del tramonto, sono visibili alcuni degli strumenti scientifici e lo specchio secondario, ingabbiato e sospeso di fronte allo specchio primario

In questa illustrazione artistica, che mostra il telescopio nella luce del tramonto, sono visibili alcuni degli strumenti scientifici e lo specchio secondario, ingabbiato e sospeso di fronte allo specchio primario

Riferimenti

Tag: articoli, telescopi, TMT, gallerie

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