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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

I pennacchi di Encelado

25 Nov 2009 01:50 AM – Michele Diodati

Encelado è uno dei 62 satelliti del pianeta Saturno finora scoperti. Fa parte della “vecchia guardia”, cioè di quelle nove lune trovate dagli astronomi già prima del Ventesimo Secolo e delle missioni spaziali Voyager e Cassini. Fu scoperto, infatti, nel 1789 da William Herschel e ricevette il nome dal figlio di questi, John.

Il nome Encelado - Ἐγκέλαδος in greco - deriva da uno dei Giganti che parteciparono secondo il mito alla Gigantomachia, la battaglia tra gli dei dell’Olimpo e i Giganti. Nel corso di quella battaglia, Encelado fu sconfitto dalla dea Atena, che lo schiacciò gettandogli sopra l’isola di Sicilia. Sempre secondo il mito, le eruzioni dell’Etna sarebbero provocate dal respiro infuocato di Encelado, così come i terremoti dal suo rotolarsi affannato sottoterra, in seguito alle ferite riportate.

Il mito si adatta perfettamente alle caratteristiche del satellite Encelado, per quanto riguarda l’esuberanza eruttiva. Questa luna ghiacciata, dalla temperatura superficiale bassissima (-201 °C), dovuta al fatto che riflette quasi totalmente i raggi del Sole nello spazio, è infatti insolitamente attiva dal punto di vista geologico. La sonda Cassini, nei suoi passaggi ravvicinati, ha mostrato degli inequivocabili pennacchi di ghiaccio e polveri, che si innalzano per molti chilometri nello spazio, eruttati in prossimità del Polo Sud di Encelado. In questa zona si trovano le cosiddette “strisce della tigre” (tiger stripes): una serie di lunghe linee di frattura, che disegnano sulla superficie del satellite una trama che ricorda appunto il manto di una tigre. È proprio da queste linee di frattura che si innalzano i pennacchi di Encelado, a dimostrazione che questa luna di Saturno ha un intenso calore interno, generato molto probabilmente dai forti campi gravitazionali ai quali è sottoposta. E, se c’è calore, ci sarà anche acqua liquida, che ghiaccia poi immediatamente, una volta espulsa dalle fratture, in virtù della bassissima temperatura esterna.

La sonda Cassini ha effettuato il 21 novembre il suo ottavo passaggio ravvicinato su Encelado, spingendosi fino a 1600 Km dalla sua superficie (il satellite ha un diametro di poco meno di 500 Km e orbita a circa 238.000 Km da Saturno).

Le prime tre immagini qui sotto - appena pubblicate sul sito della Missione Cassini Equinox e non ancora elaborate in alcun modo - mostrano appunto alcuni di questi potentissimi geyser, che lanciano nuvole di polveri e vapori a centinaia di chilometri di altezza. Si tratta di immagini particolarmente suggestive, perché mostrano il Polo Sud di Encelado prossimo al limite che separa luce da tenebre. L'inizio della stagione invernale sprofonderà la regione nell’oscurità per diversi anni.

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Getti di vapore e particelle fuoriescono da fratture del suolo nella regione del polo sud di Encelado. Sono stati ripresi dalla sonda Cassini durante il <i>flyby</i> del 21 novembre 2009. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Getti di vapore e particelle fuoriescono da fratture del suolo nella regione del polo sud di Encelado. Sono stati ripresi dalla sonda Cassini durante il <i>flyby</i> del 21 novembre 2009. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Immagine non calibrata di Encelado, acquisita da Cassini il 21 novembre 2009 dalla distanza di 12.413 km. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Immagine non calibrata di Encelado, acquisita da Cassini il 21 novembre 2009 dalla distanza di 12.413 km. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Immagine non calibrata di Encelado, acquisita da Cassini il 21 novembre 2009 dalla distanza di 17.068 km. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Immagine non calibrata di Encelado, acquisita da Cassini il 21 novembre 2009 dalla distanza di 17.068 km. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

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Contrafforti e fratture sulla superficie di Encelado, fotografati dalla sonda Cassini durante il <i>flyby</i> del 21 novembre 2009. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Contrafforti e fratture sulla superficie di Encelado, fotografati dalla sonda Cassini durante il <i>flyby</i> del 21 novembre 2009. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Le linee ondulate che corrono più o meno parallele lungo la superficie di Encelado in una regione prossima al polo sud sono note come "strisce della tigre" (<i>tiger stripes</i>). L'immagine è stata acquisita il 14 luglio 2005 da una distanza di 20.720 km e ha una risoluzione di 122 m per pixel. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

Le linee ondulate che corrono più o meno parallele lungo la superficie di Encelado in una regione prossima al polo sud sono note come "strisce della tigre" (<i>tiger stripes</i>). L'immagine è stata acquisita il 14 luglio 2005 da una distanza di 20.720 km e ha una risoluzione di 122 m per pixel. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

La tormentata superficie di Encelado appare in questa immagine in tutta la sua varietà di crateri, strisce e fratture. La mancanza di crateri nella zona delle strisce della tigre dimostra che la loro formazione geologica è recente e opera un rimescolamento continuo della superficie del satellite. L'immagine è un mosaico di 21 sezioni acquisite il 9 marzo e il 14 luglio 2005 in una gamma di distanze compresa tra 11.100 e 61.300 km da Encelado. La risoluzione dell'originale varia da 67 a 350 m per pixel. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

La tormentata superficie di Encelado appare in questa immagine in tutta la sua varietà di crateri, strisce e fratture. La mancanza di crateri nella zona delle strisce della tigre dimostra che la loro formazione geologica è recente e opera un rimescolamento continuo della superficie del satellite. L'immagine è un mosaico di 21 sezioni acquisite il 9 marzo e il 14 luglio 2005 in una gamma di distanze compresa tra 11.100 e 61.300 km da Encelado. La risoluzione dell'originale varia da 67 a 350 m per pixel. Cortesia: NASA / JPL / Space Science Institute

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Tag: encelado, missione cassini, articoli, gallerie

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