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Un diario di cose celesti

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Confermata l'esistenza del primo buco nero di taglia intermedia

10 Jul 2012 10:33 AM – Michele Diodati

I buchi neri finora scoperti cadevano in due taglie ben distinte: quelli di tipo stellare, pesanti fino a venti masse solari, e quelli supermassicci, mostri contenenti da un milione a un miliardo di masse solari, solitamente annidati al centro di grandi galassie. Il buco nero HLX-1 ("hyper-luminous X-ray source 1"), scoperto in posizione decentrata nella galassia ESO 243-49 a circa 300 milioni di anni luce da noi, è il primo di taglia intermedia di cui si abbia conferma. Questa conferma si deve a un gruppo di ricercatori che, usando i radiotelescopi australiani CSIRO, ha messo in relazione le potenti emissioni di raggi X registrate nella posizione di HLX-1 con le onde radio generatesi successivamente nella stessa zona: un comportamento che gli astronomi interpretano come l'espulsione di getti di materia, susseguente a un "pasto" del buco nero, alimentato probabilmente da materia strappata a una stella che gli orbita intorno. La massa di HLX-1 è stimata intorno alle 20.000 masse solari, con un limite massimo di 90.000.

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La freccia indica la posizione del buco nero HLX-1 nella galassia ESO 243-49. Cortesia: NASA, ESA and S. Farrell (U. Sydney)

La freccia indica la posizione del buco nero HLX-1 nella galassia ESO 243-49. Cortesia: NASA, ESA and S. Farrell (U. Sydney)

I radiotelescopi dell'australiana CSIRO, utilizzati per studiare il buco nero HLX-1. Cortesia: D. Smyth

I radiotelescopi dell'australiana CSIRO, utilizzati per studiare il buco nero HLX-1. Cortesia: D. Smyth

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Tag: CSIRO, buchi neri, HLX-1, ESO 243-49, articoli

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