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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Voyager 2: non sono stati gli alieni

25 May 2010 02:34 PM – Michele Diodati

Diciamolo subito: gli alieni non c’entrano. Si è trattato solo di un problema di memoria, dovuto probabilmente al fatto che Voyager 2 è entrato nella terza età delle sonde spaziali.

Illustrazione artistica della sonda Voyager. Cortesia: NASA

Illustrazione artistica della sonda Voyager. Cortesia: NASA

I fatti: il 22 aprile gli scienziati che gestiscono la missione Voyager della NASA si accorgono che il flusso di dati scientifici proveniente dalla sonda, giunta ormai ai confini del sistema solare, sono diventati improvvisamente e inspiegabilmente incomprensibili.

Fioccano le ipotesi (intervento alieno compreso), ma non è possibile intervenire immediatamente. Per via, infatti, di una manovra di aggiustamento già effettuata e dei tempi tecnici da essa richiesti, non possono essere inviati nuovi comandi alla sonda prima del 30 aprile.

Il 30 aprile, partono finalmente i comandi che mettono il Voyager in stato di auto-analisi. Gli scienziati ricevono la prima risposta il 1° maggio. Occorrono infatti ben 13 ore perché un comando da terra raggiunga Voyager 2 e altrettante ore perché la risposta della sonda arrivi al centro di elaborazione dati della missione negli Stati Uniti. Un po’ come premere un pulsante del telecomando per cambiare canale e dover attendere 26 ore perché lo schermo televisivo mostri le immagini del nuovo canale.

Dai dati di risposta giunti a Terra, i tecnici della NASA comprendono che la sonda è in buona salute e che l’incomprensibilità dei dati scientifici arrivati a partire dal 22 aprile è dovuta a un minuscolo errore - però inesorabile negli effetti - verificatosi nella memoria del sistema di gestione del volo, responsabile del formato in cui i dati scientifici vengono trasmessi. Una simulazione effettuata a Terra permette di accertare che il flusso di dati alterato dipende da un singolo bit di memoria: uno 0 diventato 1.

Il 19 maggio, parte finalmente da Terra il comando che serve per resettare la memoria e correggere l’errore. Il giorno successivo, dopo le canoniche 26 ore di attesa, la sonda trasmette il segnale che conferma la riuscita dell’operazione. L’errore è stato corretto e Voyager 2 - se la memoria reggerà - riprenderà come prima la trasmissione dei dati scientifici che, per tutti i 33 anni trascorsi dal suo lancio, ha continuato instancabilmente a raccogliere e a trasmettere.

Lanciato il 20 agosto 1977 con lo scopo iniziale di studiare i sistemi di Giove e Saturno (così come il gemello Voyager 1), Voyager 2 ha fatto molto di più. Sfruttando un allineamento orbitale che si verifica solo una volta ogni 176 anni, dopo aver immortalato Giove, Saturno e le loro molteplici lune, si è diretto alla volta di Urano e di Nettuno, che ha raggiunto e fotografato, per la prima volta da vicino, rispettivamente nel 1986 e nel 1989.

Da allora, viaggia senza sosta verso i limiti estremi del sistema solare, dove termina l’eliosfera (la zona di influenza del Sole) e comincia l’ignoto spazio interstellare. Si trova attualmente a circa 13,8 miliardi di km dalla Terra.

Riferimenti

Tag: voyager, articoli

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