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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Viaggio al centro della Via Lattea

12 Feb 2013 12:19 AM – Michele Diodati

In questa straordinaria immagine, costruita a partire da dati acquisiti dal telescopio spaziale Spitzer nel 2008, possiamo ammirare qualcosa che, nelle frequenze della luce visibile, non potrebbe essere visto neppure con il più potente dei telescopi: il centro della Via Lattea. Cortesia: NASA/JPL-Caltech

In questa straordinaria immagine, costruita a partire da dati acquisiti dal telescopio spaziale Spitzer nel 2008, possiamo ammirare qualcosa che, nelle frequenze della luce visibile, non potrebbe essere visto neppure con il più potente dei telescopi: il centro della Via Lattea. Cortesia: NASA/JPL-Caltech

Le immense distese di polveri e gas che sono interposte tra il nostro sistema solare e il centro della galassia, distante 26.000 anni luce, bloccano pressoché completamente la luce visibile che proviene da quelle lontane stelle. L'unico modo per vedere cosa c'è al di là della coltre oscura è affidarsi all'occhio penetrante di un telescopio a infrarossi, come Spitzer. La luce emessa dal centro galattico nelle lunghezze d'onda dell'ultravioletto e del visibile viene infatti assorbita dalle nubi di gas e polveri frapposte lungo la nostra visuale e riemessa come radiazione infrarossa, a lunghezze d'onda maggiori. I telescopi in grado di percepire tale radiazione possono così fornirci un'immagine dettagliata di ciò che si cela al di là dello schermo.

La foschia bluastra visibile nell'immagine è costituita dalla miriade di stelle che affollano la regione centrale della galassia. I filamenti verdi sono polveri disperse nello spazio interstellare, illuminate dalla luce stellare e costituite da molecole ricche di carbonio chiamate idrocarburi policiclici aromatici. Sulla Terra sono inquinanti prodotti dalla combustione di combustibili fossili e rifiuti urbani e non fanno per niente bene alla salute, ma nello spazio servono come materiali da costruzione per nuove stelle, alla cui formazione contribuiscono mescolandosi con le nubi di gas a cui si trovano frammiste.

Le chiazze giallo-rosse sono regioni di formazione stellare, che emettono bagliore in seguito all'eccitazione degli atomi, riscaldati dalla radiazione emessa da giovani stelle calde. La zona bianca più luminosa al centro dell'immagine è il cuore della galassia, dove le stelle sono così densamente impacchettate che appaiono come un'unica macchia brillante, impossibile da risolvere nelle sue componenti. Proprio lì in mezzo, si nasconde un buco nero supermassiccio, la prova della cui esistenza è l'attrazione gravitazionale che esercita sulle stelle circostanti, costrette a sfrecciare ad altissima velocità su orbite fortemente ellittiche.

La regione mostrata nell'immagine è immensa: si estende orizzontalmente per 2400 anni luce e verticalmente per 1360 anni luce (5,3 x 3 gradi). La maggior parte degli oggetti in essa mostrati sono situati presso il centro galattico, ma quelli visibili nella parte superiore e inferiore sono relativamente più vicini alla Terra.

I diciotto riquadri seguenti, ordinati dall'alto in basso e da sinistra a destra, permettono di apprezzare i dettagli dell'immagine, non visibili nella vista generale ridotta presentata più sopra.

Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech
Cortesia: NASA/JPL-Caltech

Cortesia: NASA/JPL-Caltech

Riferimenti

Tag: articoli, centro galattico, via lattea, telescopio spaziale spitzer, infrarosso, gallerie

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