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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Un nano ghiacciato e la sua numerosa famiglia

12 Jul 2012 06:17 PM – Michele Diodati

In una serie di nove successive osservazioni avvenute tra il 26 giugno e il 9 luglio 2012, Il telescopio spaziale Hubble ha scoperto che Plutone ha anche una quinta luna, dopo Caronte, la prima, scoperta nel 1978, Nyx e Hydra scoperte nel 2006 e P4, saltata fuori nel 2011. La nuova luna, battezzata provvisoriamente con il poco poetico nome di S/2012 (134340) 1 o, più brevemente, P5, è un oggetto di forma irregolare, con dimensioni stimate tra i 10 e i 25 km. Orbita a circa 95.000 km da Plutone, cioè a poco meno di un terzo della distanza della Luna dalla Terra.

Con la scoperta di questo quinto satellite, il cielo intorno a Plutone comincia a diventare veramente affollato. Sale dunque la preoccupazione di chi dovrà guidare il volo di New Horizons, la sonda terrestre che raggiungerà Plutone nel 2015. Potrebbero esserci infatti numerosi altri piccoli satelliti non ancora rilevati in orbita intorno al gelido pianeta nano e il pensiero che basterebbe anche solo l'impatto con un piccolo sasso per danneggiare irreparabilmente New Horizons è sufficiente a far venire i capelli bianchi a chi avrà il compito di calcolare traiettorie ed eventuali correzioni di rotta della sonda.

Ma come è possibile che Plutone, così piccolo e remoto, abbia tante lune? L'ipotesi più plausibile è che in un lontano passato, diciamo qualche miliardo di anni fa, Plutone si sia scontrato con un corpo di grandi dimensioni, dall'impatto con il quale si produsse una massa di detriti orbitanti, a poco a poco raccoltasi nelle lune che attualmente gli fanno corona.

La nuova luna, P5, è marcata con un cerchio. L'immagine è stata acquisita il 7 luglio 2012 con la Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble. Cortesia: NASA, ESA e M. Showalter (SETI Institute)

La nuova luna, P5, è marcata con un cerchio. L'immagine è stata acquisita il 7 luglio 2012 con la Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble. Cortesia: NASA, ESA e M. Showalter (SETI Institute)

La stessa immagine di sopra, ma senza etichette. La fascia nera è dovuta al fatto che Plutone e Caronte, molto più brillanti degli altri oggetti ripresi, sono stati fotografati con un'esposizione più breve. Cortesia: NASA, ESA e M. Showalter (SETI Institute)

La stessa immagine di sopra, ma senza etichette. La fascia nera è dovuta al fatto che Plutone e Caronte, molto più brillanti degli altri oggetti ripresi, sono stati fotografati con un'esposizione più breve. Cortesia: NASA, ESA e M. Showalter (SETI Institute)

Riferimenti

Tag: Plutone, Caronte, Nix, Hydra, P4, P5, New Horizons, articoli, telescopio spaziale hubble

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