Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Tutti i gusti di Centaurus A

21 Mar 2013 01:44 AM – Michele Diodati

Le più belle immagini di questa straordinaria galassia, in una carrellata che copre tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio fino ai raggi X.

Il nucleo di Centaurus A osservato dal telescopio spaziale Hubble (<a href="http://www.spacetelescope.org/static/archives/images/large/heic1110a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Questa spettacolare immagine composita, prodotta con la Wide Field Camera 3 assemblando osservazioni nell’ultravioletto, nel visibile e nell’infrarosso, è la vista più dettagliata mai realizzata del nucleo oscurato da polveri di questa galassia atipica. <span class="di">Cortesia: NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble</span>

Il nucleo di Centaurus A osservato dal telescopio spaziale Hubble (<a href="http://www.spacetelescope.org/static/archives/images/large/heic1110a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Questa spettacolare immagine composita, prodotta con la Wide Field Camera 3 assemblando osservazioni nell’ultravioletto, nel visibile e nell’infrarosso, è la vista più dettagliata mai realizzata del nucleo oscurato da polveri di questa galassia atipica. <span class="di">Cortesia: NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble</span>

Nota anche come NGC 5128, Centaurus A dista circa 12 milioni di anni luce dalla Terra ed è visibile principalmente dall’emisfero meridionale. È una galassia peculiare, la numero 153 del famoso Catalogo di Halton Arp del 1966. La peculiarità principale è il suo aspetto, a dir poco insolito: appare infatti come la fusione, in parte ancora non completa, tra una galassia ellittica gigante e una galassia a spirale, più piccola, che finisce per essere inglobata dall'altra. Della galassia a spirale sono ben visibili le dense volute di polveri, che oscurano quasi completamente il centro della galassia ellittica. Ma, nonostante le polveri, Centaurus A resta un oggetto luminosissimo: è la quinta galassia più brillante del cielo, dopo Andromeda, M33 e le due Nubi di Magellano.

Un’altra particolarità di Centaurus A è il suo nucleo attivo. Dal centro della galassia si dipartono due giganteschi getti relativistici, che si protendono in direzioni opposte per migliaia di anni luce, ma che hanno origine in una regione di dimensioni ridottissime, recentemente osservata con un livello di dettaglio senza precedenti, grazie a sofisticate tecniche di interferometria. Si pensa che questi getti siano prodotti dalla caduta di materiali sul disco di accrescimento che circonda un buco nero supermassiccio, annidato al centro della galassia. In virtù di questo nucleo attivo, Centaurus A è una potente sorgente di raggi X e di onde radio.

Ci sono abbastanza motivi di interesse per aver attirato su Centaurus A, nel corso degli anni, l’attenzione di tutti i principali osservatori terrestri e spaziali, che hanno ripreso, analizzato e sezionato la galassia in tutti i modi possibili e in tutte le frequenze dello spettro elettromagnetico. Quella che segue è un’antologia delle immagini più significative di Centaurus A: una dimostrazione impressionante di quanto possa essere diverso l’aspetto di un medesimo oggetto, a seconda della lunghezza d’onda e della risoluzione con cui viene osservato.

Centaurus A, in un’immagine del Very Large Telescope dell’ESO del 2000 (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/large/eso0005b.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: ESO</span>

Centaurus A, in un’immagine del Very Large Telescope dell’ESO del 2000 (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/large/eso0005b.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: ESO</span>

Centaurus A osservata nell’infrarosso con il New Technology Telescope da 3,58 m dell’ESO nel 2009 (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/screen/eso0944a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Grazie alla capacità della radiazione infrarossa di bucare lo schermo delle polveri, si apprezza chiaramente la forma di parallelogramma assunta dalle nubi che circondano il nucleo galattico. <span class="di">Cortesia: ESO/Y. Beletsky</span>

Centaurus A osservata nell’infrarosso con il New Technology Telescope da 3,58 m dell’ESO nel 2009 (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/screen/eso0944a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Grazie alla capacità della radiazione infrarossa di bucare lo schermo delle polveri, si apprezza chiaramente la forma di parallelogramma assunta dalle nubi che circondano il nucleo galattico. <span class="di">Cortesia: ESO/Y. Beletsky</span>

In questa immagine del 2004, ripresa nell’infrarosso con il telescopio spaziale Spitzer, si può vedere che il parallelogramma di polveri e gas che cinge il nucleo di Centaurus A è solo la parte più interna di una vasta struttura di polveri, residuo della galassia a spirale "divorata", allineata con l'asse minore della galassia ellittica (<a href="http://www.spitzer.caltech.edu/uploaded_files/images/0009/1408/ssc2004-09a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: NASA/JPL-Caltech/J. Keene (SSC/Caltech)</span>

In questa immagine del 2004, ripresa nell’infrarosso con il telescopio spaziale Spitzer, si può vedere che il parallelogramma di polveri e gas che cinge il nucleo di Centaurus A è solo la parte più interna di una vasta struttura di polveri, residuo della galassia a spirale "divorata", allineata con l'asse minore della galassia ellittica (<a href="http://www.spitzer.caltech.edu/uploaded_files/images/0009/1408/ssc2004-09a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: NASA/JPL-Caltech/J. Keene (SSC/Caltech)</span>

Immagine nei raggi X di Centaurus A, ripresa nel 1999 dal telescopio spaziale Chandra (<a href="http://f.cl.ly/items/2q3I1Q103O2s2k34460j/0157_xray.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Come è facile notare, le emissioni ad alta energia disegnano una forma completamente diversa da quella che ha la galassia nelle immagini ottiche e infrarosse. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/SAO</span>

Immagine nei raggi X di Centaurus A, ripresa nel 1999 dal telescopio spaziale Chandra (<a href="http://f.cl.ly/items/2q3I1Q103O2s2k34460j/0157_xray.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Come è facile notare, le emissioni ad alta energia disegnano una forma completamente diversa da quella che ha la galassia nelle immagini ottiche e infrarosse. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/SAO</span>

Un’altra immagine nei raggi X di Centaurus A, ricavata da osservazioni del 1999 e del 2000 del telescopio spaziale Chandra (<a href="http://f.cl.ly/items/0e082h0T1m1R410y3G11/0157bx.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In questa nuova vista si può osservare con grande chiarezza uno dei getti emessi dal centro galattico. Sono visibili, inoltre, almeno 200 sorgenti puntiformi di raggi X, che si pensa siano stelle di neutroni, buchi neri, resti di supernovae o galassie di sfondo. <span class="di">Cortesia: NASA/SAO/R.Kraft et al.</span>

Un’altra immagine nei raggi X di Centaurus A, ricavata da osservazioni del 1999 e del 2000 del telescopio spaziale Chandra (<a href="http://f.cl.ly/items/0e082h0T1m1R410y3G11/0157bx.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In questa nuova vista si può osservare con grande chiarezza uno dei getti emessi dal centro galattico. Sono visibili, inoltre, almeno 200 sorgenti puntiformi di raggi X, che si pensa siano stelle di neutroni, buchi neri, resti di supernovae o galassie di sfondo. <span class="di">Cortesia: NASA/SAO/R.Kraft et al.</span>

Immagine composita di Centaurus A, in cui sono evidenziati i getti che emanano dal centro galattico (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/large/eso0903a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Le parti in arancione sono state rilevate a 870 micron dallo strumento LABOCA dell’Osservatorio APEX. Le parti in blu sono emissioni nei raggi X osservate dal telescopio spaziale Chandra. Il resto dell’immagine (stelle di sfondo e polveri galattiche) è stato acquisito nelle lunghezze d'onda del visibile con il telescopio da 2,2 dell’ESO a La Silla in Cile. <span class="di">Cortesia: ESO/WFI (visibile); MPIfR/ESO/APEX/A.Weiss et al. (submillimetrico); NASA/CXC/CfA/R.Kraft et al. (raggi X)</span>

Immagine composita di Centaurus A, in cui sono evidenziati i getti che emanano dal centro galattico (<a href="http://www.eso.org/public/archives/images/large/eso0903a.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Le parti in arancione sono state rilevate a 870 micron dallo strumento LABOCA dell’Osservatorio APEX. Le parti in blu sono emissioni nei raggi X osservate dal telescopio spaziale Chandra. Il resto dell’immagine (stelle di sfondo e polveri galattiche) è stato acquisito nelle lunghezze d'onda del visibile con il telescopio da 2,2 dell’ESO a La Silla in Cile. <span class="di">Cortesia: ESO/WFI (visibile); MPIfR/ESO/APEX/A.Weiss et al. (submillimetrico); NASA/CXC/CfA/R.Kraft et al. (raggi X)</span>

Centaurus A osservata nella luce visibile con il telescopio da 4 metri dell'Inter-American Observatory di Cerro Tololo in Cile (<a href="http://f.cl.ly/items/3n2S2J3S400G3p3F291l/cena.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: Eric Peng, Herzberg Institute of Astrophysics e NOAO/AURA/NSF</span>

Centaurus A osservata nella luce visibile con il telescopio da 4 metri dell'Inter-American Observatory di Cerro Tololo in Cile (<a href="http://f.cl.ly/items/3n2S2J3S400G3p3F291l/cena.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: Eric Peng, Herzberg Institute of Astrophysics e NOAO/AURA/NSF</span>

Mosaico della regione centrale di Centaurus A, assemblato con immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble nel 1997 e nel 1998 con la dismessa WFPC2 (<a href="http://imgsrc.hubblesite.org/hu/db/images/hs-1998-14-c-full_jpg.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Lo straordinario livello di dettaglio permette di osservare lungo il margine superiore delle zone oscurate da polveri una serie di brillanti ammassi stellari. La collisione tra la galassia a spirale e la galassia ellittica ha prodotto evidentemente un’impennata nel ritmo di formazione stellare. <span class="di">Cortesia: E.J. Schreier (STScI) e NASA</span>

Mosaico della regione centrale di Centaurus A, assemblato con immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble nel 1997 e nel 1998 con la dismessa WFPC2 (<a href="http://imgsrc.hubblesite.org/hu/db/images/hs-1998-14-c-full_jpg.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Lo straordinario livello di dettaglio permette di osservare lungo il margine superiore delle zone oscurate da polveri una serie di brillanti ammassi stellari. La collisione tra la galassia a spirale e la galassia ellittica ha prodotto evidentemente un’impennata nel ritmo di formazione stellare. <span class="di">Cortesia: E.J. Schreier (STScI) e NASA</span>

L’immagine nel riquadro in basso a destra è stata ripresa nel 1997 con lo strumento NICMOS (Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer) del telescopio spaziale Hubble. L’oggetto brillante orientato in diagonale, visibile presso il centro del riquadro, è un disco di gas del diametro di circa 130 anni luce, situato al centro della galassia. Si pensa che al suo interno sia annidato un buco nero supermassiccio da molti milioni di masse solari. <span class="di">Cortesia: E.J. Schreier (STScI) e NASA</span>

L’immagine nel riquadro in basso a destra è stata ripresa nel 1997 con lo strumento NICMOS (Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer) del telescopio spaziale Hubble. L’oggetto brillante orientato in diagonale, visibile presso il centro del riquadro, è un disco di gas del diametro di circa 130 anni luce, situato al centro della galassia. Si pensa che al suo interno sia annidato un buco nero supermassiccio da molti milioni di masse solari. <span class="di">Cortesia: E.J. Schreier (STScI) e NASA</span>

Immagine composita di Centaurus A, in cui il blu rappresenta le emissioni nei raggi X, il rosa e il verde quelle nelle onde radio, l’arancio e il giallo la luce visibile (<a href="http://f.cl.ly/items/0x1H1o081R3z020M2e0O/0157c.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Un gigantesco anello di gas del diametro di 25.000 anni luce, visibile nei raggi X nel piano perpendicolare ai getti, potrebbe essere il risultato di una titanica esplosione avvenuta nel cuore della galassia circa dieci milioni di anni fa. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/M. Karovska et al. (raggi X); NRAO/VLA/J.Van Gorkom/Schminovich et al. (Radio 21-cm); NRAO/VLA/J. Condon et al. (Radio continuum); Digitized Sky Survey/STScI (luce visibile)</span>

Immagine composita di Centaurus A, in cui il blu rappresenta le emissioni nei raggi X, il rosa e il verde quelle nelle onde radio, l’arancio e il giallo la luce visibile (<a href="http://f.cl.ly/items/0x1H1o081R3z020M2e0O/0157c.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Un gigantesco anello di gas del diametro di 25.000 anni luce, visibile nei raggi X nel piano perpendicolare ai getti, potrebbe essere il risultato di una titanica esplosione avvenuta nel cuore della galassia circa dieci milioni di anni fa. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/M. Karovska et al. (raggi X); NRAO/VLA/J.Van Gorkom/Schminovich et al. (Radio 21-cm); NRAO/VLA/J. Condon et al. (Radio continuum); Digitized Sky Survey/STScI (luce visibile)</span>

Immagine di Centaurus A acquisita con il telescopio Blanco da 4 m dell’osservatorio interamericano di Cerro Tololo, trattata digitalmente in modo da evidenziare l’arco di ammassi stellari formato da giovani stelle blu, visibile in alto a destra ed esteso per circa 2000 anni luce (<a href="http://f.cl.ly/items/2K3C272C3S0b0G1U432K/cabig.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Si pensa che quest’arco, dall’eta stimata di 350 milioni di anni, sia un superstite di un atto di cannibalismo galattico, nel corso del quale una galassia nana, probabilmente irregolare, fu smembrata e assorbita dalla galassia ellittica che forma il corpo maggiore di Centaurus A. <span class="di">Cortesia: Eric Peng (JHU), Holland Ford (JHU/STScI), Ken Freeman (ANU), Rick White (STScI), NOAO/AURA/NSF</span>

Immagine di Centaurus A acquisita con il telescopio Blanco da 4 m dell’osservatorio interamericano di Cerro Tololo, trattata digitalmente in modo da evidenziare l’arco di ammassi stellari formato da giovani stelle blu, visibile in alto a destra ed esteso per circa 2000 anni luce (<a href="http://f.cl.ly/items/2K3C272C3S0b0G1U432K/cabig.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Si pensa che quest’arco, dall’eta stimata di 350 milioni di anni, sia un superstite di un atto di cannibalismo galattico, nel corso del quale una galassia nana, probabilmente irregolare, fu smembrata e assorbita dalla galassia ellittica che forma il corpo maggiore di Centaurus A. <span class="di">Cortesia: Eric Peng (JHU), Holland Ford (JHU/STScI), Ken Freeman (ANU), Rick White (STScI), NOAO/AURA/NSF</span>

Immagine composita pubblicata nel 2002 (<a href="http://f.cl.ly/items/3X3w1B2E3I230w3f052S/cenajet.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In blu sono visibili i raggi X osservati da Chandra, in rosso le onde radio rilevate con il Very Large Array. L'immagine mostra i 4000 anni luce più interni di uno dei getti di Centaurus A. L’origine del getto, cioè il luogo in cui si pensa che si annidi il buco nero, è visibile in basso a destra. Le analisi dei dati radio indicano che la materia nella parte germinale del getto si sta allontanando dal centro della galassia a una velocità prossima alla metà di quella della luce. La collisione tra il getto e i gas galattici produce un’immensa onda d’urto, che genera particelle altamente energetiche, visibili nei raggi X. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/Bristol U./M. Hardcastle et al. (raggi X); NRAO/AUI/NSF/Bristol U./M. Hardcastle (onde radio)</span>

Immagine composita pubblicata nel 2002 (<a href="http://f.cl.ly/items/3X3w1B2E3I230w3f052S/cenajet.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In blu sono visibili i raggi X osservati da Chandra, in rosso le onde radio rilevate con il Very Large Array. L'immagine mostra i 4000 anni luce più interni di uno dei getti di Centaurus A. L’origine del getto, cioè il luogo in cui si pensa che si annidi il buco nero, è visibile in basso a destra. Le analisi dei dati radio indicano che la materia nella parte germinale del getto si sta allontanando dal centro della galassia a una velocità prossima alla metà di quella della luce. La collisione tra il getto e i gas galattici produce un’immensa onda d’urto, che genera particelle altamente energetiche, visibili nei raggi X. <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/Bristol U./M. Hardcastle et al. (raggi X); NRAO/AUI/NSF/Bristol U./M. Hardcastle (onde radio)</span>

Immagine di Centaurus A nei raggi X acquisita dal telescopio spaziale Chandra nel 2007, alla fine di 199 ore complessive di puntamento (più di una settimana). I raggi X a bassa energia appaiono colorati in rosso, quelli di media energia in verde, quelli ad alta energia in blu. Le due bande parallele color verde scuro, più o meno perpendicolari al getto più visibile, sono le spirali di polveri che avvolgono il centro della galassia. I numerosi punti luminosi dispersi nell’immagine sono buchi neri di dimensioni stellari, appartenenti per lo più a sistemi binari. Due di questi sembrano particolarmente massicci (<a href="http://f.cl.ly/items/0Y340C2s2Q1x0Y2T0k2I/cena.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/CfA/R.Kraft et al.</span>

Immagine di Centaurus A nei raggi X acquisita dal telescopio spaziale Chandra nel 2007, alla fine di 199 ore complessive di puntamento (più di una settimana). I raggi X a bassa energia appaiono colorati in rosso, quelli di media energia in verde, quelli ad alta energia in blu. Le due bande parallele color verde scuro, più o meno perpendicolari al getto più visibile, sono le spirali di polveri che avvolgono il centro della galassia. I numerosi punti luminosi dispersi nell’immagine sono buchi neri di dimensioni stellari, appartenenti per lo più a sistemi binari. Due di questi sembrano particolarmente massicci (<a href="http://f.cl.ly/items/0Y340C2s2Q1x0Y2T0k2I/cena.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). <span class="di">Cortesia: NASA/CXC/CfA/R.Kraft et al.</span>

Immagine di Centaurus A acquisita nel 2006 con il Canada-France-Hawaii Telescope da 3,6 m, situato sulla vetta del Mauna Kea alle Hawaii (<a href="http://f.cl.ly/items/2Q1p0f0W3V3a1O2C1J3W/cen2004.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In questa vista totale della galassia emergono con grande chiarezza le caratteristiche della galassia ellittica, con la sua forma ovoidale e il colore predominante rosso giallastro, tipico di una popolazione stellare molto antica. <span class="di">Cortesia: Canada-France-Hawaii Telescope/Coelum</span>

Immagine di Centaurus A acquisita nel 2006 con il Canada-France-Hawaii Telescope da 3,6 m, situato sulla vetta del Mauna Kea alle Hawaii (<a href="http://f.cl.ly/items/2Q1p0f0W3V3a1O2C1J3W/cen2004.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). In questa vista totale della galassia emergono con grande chiarezza le caratteristiche della galassia ellittica, con la sua forma ovoidale e il colore predominante rosso giallastro, tipico di una popolazione stellare molto antica. <span class="di">Cortesia: Canada-France-Hawaii Telescope/Coelum</span>

Immagine di Centaurus A acquisita nel 2005 dal telescopio spaziale a ultravioletti GALEX (<a href="http://www.galex.caltech.edu/media/images/glx2005-02r_img13.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Le regioni della galassia che appaiono più brillanti nell’ultravioletto sono i bordi delle spirali di polveri, dove è massima l’attività di formazione stellare e dove miriadi di stelle giovani e brillanti emettono forti radiazioni ionizzanti. In alto a sinistra, distanti dal nucleo della galassia, sono visibili ammassi stellari di forma asimmetrica, la cui formazione è stata indotta - si pensa - da uno dei getti relativistici che emanano dal centro della galassia. <span class="di">Cortesia: NASA/JPL-Caltech/SSC</span>

Immagine di Centaurus A acquisita nel 2005 dal telescopio spaziale a ultravioletti GALEX (<a href="http://www.galex.caltech.edu/media/images/glx2005-02r_img13.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Le regioni della galassia che appaiono più brillanti nell’ultravioletto sono i bordi delle spirali di polveri, dove è massima l’attività di formazione stellare e dove miriadi di stelle giovani e brillanti emettono forti radiazioni ionizzanti. In alto a sinistra, distanti dal nucleo della galassia, sono visibili ammassi stellari di forma asimmetrica, la cui formazione è stata indotta - si pensa - da uno dei getti relativistici che emanano dal centro della galassia. <span class="di">Cortesia: NASA/JPL-Caltech/SSC</span>

I getti che emanano dal buco nero centrale di Centaurus A si estendono a nord e a sud della galassia per quasi un milione di anni luce ciascuno (<a href="http://www.nasa.gov/images/content/550300main_Cen_A_inner_jet_English_labels.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Una simile immensa emissione di particelle proviene da una regione, a paragone, assolutamente minuscola. Una rete di radiotelescopi ha prodotto, con sofisticate tecniche di interferometria, l’immagine visibile sulla destra, che, con un livello di dettaglio senza precedenti, mostra la regione da cui si originano i getti. Si tratta di un’area estesa appena 4,16 anni luce: all’incirca la distanza tra il Sole e Alpha Centauri. Il luogo dove si trova, invisibile, il buco nero supermassiccio da 55 milioni di masse solari, che alimenta tutto il meccanismo, si estende per soli pochi giorni luce ed è indicato nell’immagine da una freccia. <span class="di">Cortesia: Capella Observatory/Ilana Feain/Tim Cornwell/Ron Ekers (CSIRO/ATNF)/R. Morganti (ASTRON)/N. Junkes (MPIfR)/NASA/TANAMI/Müller et al.</span>

I getti che emanano dal buco nero centrale di Centaurus A si estendono a nord e a sud della galassia per quasi un milione di anni luce ciascuno (<a href="http://www.nasa.gov/images/content/550300main_Cen_A_inner_jet_English_labels.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). Una simile immensa emissione di particelle proviene da una regione, a paragone, assolutamente minuscola. Una rete di radiotelescopi ha prodotto, con sofisticate tecniche di interferometria, l’immagine visibile sulla destra, che, con un livello di dettaglio senza precedenti, mostra la regione da cui si originano i getti. Si tratta di un’area estesa appena 4,16 anni luce: all’incirca la distanza tra il Sole e Alpha Centauri. Il luogo dove si trova, invisibile, il buco nero supermassiccio da 55 milioni di masse solari, che alimenta tutto il meccanismo, si estende per soli pochi giorni luce ed è indicato nell’immagine da una freccia. <span class="di">Cortesia: Capella Observatory/Ilana Feain/Tim Cornwell/Ron Ekers (CSIRO/ATNF)/R. Morganti (ASTRON)/N. Junkes (MPIfR)/NASA/TANAMI/Müller et al.</span>

Immagine composita di Centaurus A, che combina le osservazioni dei telescopi spaziali Herschel nel lontano infrarosso e XMM-Newton nei raggi X. In rosso e arancio sono colorate le parti osservate nel lontano infrarosso, mentre in blu, ciano e viola quelle nei raggi X. <span class="di">Cortesia: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/C.D. Wilson, MacMaster University, Canada; X-ESA/XMM-Newton/EPIC</span>

Immagine composita di Centaurus A, che combina le osservazioni dei telescopi spaziali Herschel nel lontano infrarosso e XMM-Newton nei raggi X. In rosso e arancio sono colorate le parti osservate nel lontano infrarosso, mentre in blu, ciano e viola quelle nei raggi X. <span class="di">Cortesia: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/C.D. Wilson, MacMaster University, Canada; X-ESA/XMM-Newton/EPIC</span>

Due campi stellari in Centaurus A, ripresi dal telescopio ANTU da 8,2 m del VLT, il primo nelle vicinanze di uno dei getti, il secondo nell’alone galattico. Le immagini, acquisite nel vicino infrarosso, coprono un’area di 2,5 x 2,5 minuti d’arco, con una risoluzione di 0,15 secondi d’arco per pixel. <span class="di">Cortesia: ESO</span>
Due campi stellari in Centaurus A, ripresi dal telescopio ANTU da 8,2 m del VLT, il primo nelle vicinanze di uno dei getti, il secondo nell’alone galattico. Le immagini, acquisite nel vicino infrarosso, coprono un’area di 2,5 x 2,5 minuti d’arco, con una risoluzione di 0,15 secondi d’arco per pixel. <span class="di">Cortesia: ESO</span>

Due campi stellari in Centaurus A, ripresi dal telescopio ANTU da 8,2 m del VLT, il primo nelle vicinanze di uno dei getti, il secondo nell’alone galattico. Le immagini, acquisite nel vicino infrarosso, coprono un’area di 2,5 x 2,5 minuti d’arco, con una risoluzione di 0,15 secondi d’arco per pixel. <span class="di">Cortesia: ESO</span>

L’immagine a luminosità invertita di Centaurus A che appare nel catalogo delle galassie peculiari di Halton Arp (<a href="http://ned.ipac.caltech.edu/level5/Arp/Figures/big_arp153.jpeg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). La galassia è classificata con il numero 153. <span class="di">Cortesia: California Institute of Technology</span>

L’immagine a luminosità invertita di Centaurus A che appare nel catalogo delle galassie peculiari di Halton Arp (<a href="http://ned.ipac.caltech.edu/level5/Arp/Figures/big_arp153.jpeg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>). La galassia è classificata con il numero 153. <span class="di">Cortesia: California Institute of Technology</span>

Riferimenti

Tag: articoli, galassie peculiari, galassie ellittiche, Centaurus A, NGC 5128, buchi neri supermassicci, telescopio spaziale hubble, telescopio spaziale spitzer, chandra x-ray, gallerie

Condividi post

La tua opinione

comments powered by Disqus
Powered by Disqus