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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Siccità e riscaldamento globale

04 Aug 2012 03:15 PM – Michele Diodati

L'Italia sta vivendo un'estate torrida, con temperature che tendono a superare quelle dell'estate 2003, considerata la più calda e secca a memoria d'uomo nel nostro paese. Il fenomeno del riscaldamento globale, di cui le estati torride e secche sono un segnale, ovviamente non riguarda solo l'Italia, ma vaste regioni del pianeta. Gli Stati Uniti, per esempio, non sono da meno. Un articolo pubblicato sul sito scientifico della NASA sforna un po' di dati allarmanti, relativi al giugno 2012: sembra che in quel mese ben 170 record di calore, stabiliti da quando esistono le registrazioni dei dati meteorologici, siano stati eguagliati o battuti. All'inizio di luglio ben il 56% del territorio continentale degli Stati Uniti si trovava in piena siccità. Soprattutto nell'ovest del Paese, gli incendi hanno ridotto in cenere 1,3 milioni di acri di territorio boschivo, pari a circa 5260 km quadrati.

Anomalie della temperatura al suolo registrate negli Stati Uniti a giugno 2012. Le aree rosse indicano zone più calde della media stagionale. <i>Fonte: NASA / Earth Observatory</i>

Anomalie della temperatura al suolo registrate negli Stati Uniti a giugno 2012. Le aree rosse indicano zone più calde della media stagionale. <i>Fonte: NASA / Earth Observatory</i>

L'analisi di questi dati è stata l'occasione per un confronto sul tema del riscaldamento globale tra due scienziati che hanno punti di vista opposti.

Bill Patzert, un climatologo della NASA, è convinto che l'uomo sia ampiamente responsabile dei cambiamenti climatici in corso. Patzert nota che ancora nel 19° secolo la quantità di biossido di carbonio (anidride carbonica) nell'atmosfera, uno dei principali gas serra, era di 280 parti per milione, mentre oggi è di 400 parti per milione: un aumento del 43% in un tempo geologico trascurabile. E le cose non stanno affatto migliorando: attualmente, le emissioni di carbonio da combustibili fossili sono sei volte maggiori rispetto a cinquant'anni fa. Il risultato è che la quantità di biossido di carbonio nell'atmosfera è la più alta degli ultimi 400.000 anni.

Ciò innesca una reazione a catena. L'atmosfera diventa essa stessa una fonte di calore, reirradiando verso il suolo e gli oceani la radiazione riflessa che altrimenti sfuggirebbe verso lo spazio esterno. A causa della maggior capacità dell'acqua di trattenere il calore rispetto alla terra, gli oceani assorbono dall'85 al 90% di questo calore in eccesso e ciò porta a un innalzamento delle temperature medie e del livello degli oceani, cresciuto negli ultimi 130 anni di circa 20 cm. In generale la temperatura media del pianeta, somma delle superfici marine e di quelle terrestri, è aumentata in questo lasso di tempo di quasi un grado centigrado. Questa, conclude Patzert, «è una prova inequivocabile di riscaldamento globale».

Tuttavia il climatologo della NASA non si sente di attribuire la calura e la siccità di quest'estate al riscaldamento globale: «sarebbe irresponsabile sostenere che quest'ondata di calore e tutti questi record battuti siano dovuti a un riscaldamento globale per cause umane. Le cose non sono affatto così semplici».

Sul punto è d'accordo con Patzert uno scienziato dell'Università dell'Alabama a Huntsville, John Christy, che, a differenza di Patzert, ritiene che i cambiamenti climatici, anche quelli contemporanei, avvengano in modo indipendente dalla mano dell'uomo. A sostegno della sua tesi, Christy cita due fatti.

Il primo è il fenomeno delle "conche di polvere" (dust bowls), che sconvolse gli Stati Uniti centrali e il Canada tra il 1931 e il 1939. A causa di tecniche agricole sbagliate, la tremenda siccità che colpì in quegli anni quei territori trasformò letteralmente in polvere i suoli agricoli disseccati e il vento trasportò la polvere ovunque, fino a Chicago e New York, creando impressionanti tempeste di sabbia, documentate da foto d'epoca come quelle riprodotte più sotto. La polvere, che alla fine si disperse nell'Oceano Atlantico, fu causa dell'uomo e dell'agricoltura, ma la siccità fu un fenomeno naturale, e fu così lunga e intensa che costrinse all'esodo dalle regioni colpite centinaia di migliaia di persone.

Il secondo fatto citato da Christy è il ritrovamento di alberi secolari completamente sommersi in laghi alpini, a riprova del fatto che quei laghi dovettero seccarsi completamente secoli or sono, per consentire a grandi alberi di crescere e prosperare su quelli che adesso sono dei fondali lacustri.

Il fenomeno è documentato da uno studio di John A. Kleppe, dell'Università del Nevada a Reno. Questo studioso ha recuperato dalle acque del Fallen Leaf Lake, un piccolo lago montano della California, dei tronchi di alberi che avevano messo radici a 36,5 m sotto la superficie del lago. Alcuni di questi alberi erano alti 30 m e misuravano 4,5 m di circonferenza. Ciò indica che dovevano avere più di due secoli quando morirono. Poiché la datazione al carbonio ha indicato che gli alberi recuperati dalle acque "annegarono" nel 1215 d.C. ± 40 anni, se ne deduce che il lago si prosciugò, almeno fino a una profondità tale da far attecchire quegli alberi, per i due secoli che vanno dall'850 al 1150 d.C.: una megasiccità in pieno Medioevo. Seguì poi un periodo estremamente umido, che riportò le acque del lago ai livelli pre-siccità, causando la morte di quegli alberi.

In conclusione, sia Patzert che Christy, benché vedano la questione del riscaldamento globale da due punti di vista opposti, sono scienziati. Pertanto, non si appellano alla fede o alle armi per risolvere la questione, ma alla scienza: aspettano entrambi modelli di descrizione del clima ancora più sofisticati degli attuali, che permettano di valutare meglio l'interazione tra le numerosissime variabili che pesano sulle variazioni climatiche. In particolare, aggiunge Christy, servono modelli migliori per le nuvole: «Le nuvole giocano un ruolo chiave nel clima perché influenzano la quantità di luce solare riflessa e assorbita. Abbiamo bisogno di modelli con risoluzione più elevata per descriverle in modo più accurato. La distanza tra i punti che misurano la griglia nei modelli attuali è troppo grande per riuscire a catturare metro per metro le variazioni nelle nuvole, la copertura terrestre e altre variabili che influenzano il clima».

Tempesta di polvere che sta per colpire Stratford, in Texas, il 18 aprile 1935. <i>Cortesia: NOAA George E. Marsh Album</i>

Tempesta di polvere che sta per colpire Stratford, in Texas, il 18 aprile 1935. <i>Cortesia: NOAA George E. Marsh Album</i>

La tempesta ha ormai invaso Stratford (Texas, il 18 aprile 1935). <i>Cortesia: NOAA George E. Marsh Album</i>

La tempesta ha ormai invaso Stratford (Texas, il 18 aprile 1935). <i>Cortesia: NOAA George E. Marsh Album</i>

Il Fallen Leaf Lake, in California, sui cui fondali sono stati trovati alberi secolari risalenti al Medioevo. <i>Cortesia: Plane777 / Wikipedia</i>

Il Fallen Leaf Lake, in California, sui cui fondali sono stati trovati alberi secolari risalenti al Medioevo. <i>Cortesia: Plane777 / Wikipedia</i>

La sommità di uno degli alberi recuperati dai fondali del Fallen Leaf Lake. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

La sommità di uno degli alberi recuperati dai fondali del Fallen Leaf Lake. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

Sezioni del tronco di uno degli antichi alberi recuperati dal fondo del lago. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

Sezioni del tronco di uno degli antichi alberi recuperati dal fondo del lago. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

La sezione di tronco in questa foto evidenzia molto bene gli anelli che documentano lo sviluppo e l'età dell'albero recuperato dal fondo del lago. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

La sezione di tronco in questa foto evidenzia molto bene gli anelli che documentano lo sviluppo e l'età dell'albero recuperato dal fondo del lago. <i>Fonte: Journal of the Nevada Water Resources Association (2005)</i>

Riferimenti

Lo studio che documenta il recupero di un albero risalente al Medioevo da un fondale del Fallen Leaf Lake in California.

Tag: riscaldamento globale, siccità, Terra, biossido di carbonio, clima, articoli

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