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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Saturno sconvolto da una gigantesca, puzzolentissima tempesta

20 May 2011 12:07 AM – Michele Diodati

In questo inizio di primavera saturnina, la calma del gigante gassoso è stata spezzata dall’insorgere della più potente tempesta mai registrata dal 1876, anno in cui si cominciò a tener traccia di tali fenomeni. Da allora, questa è la sesta tempesta scoperta e la prima dal lontano 1990.

Cortesia: NASA/JPL/Univ. of Arizona

Cortesia: NASA/JPL/Univ. of Arizona

Osservata nelle sue fasi iniziali dalla sonda Cassini a dicembre del 2010, la perturbazione è cresciuta rapidamente, sotto il continuo monitoraggio di numerosi astronomi amatoriali. L’immagine qui sopra, catturata da Cassini il 24 febbraio 2011 e colorata artificialmente, mostra la tempesta ormai pienamente dispiegata.

Tutto l’emisfero settentrionale del pianeta è agitato da venti, rimescolamenti e getti fortissimi, che creano grandi differenze di temperatura e trasportano materiali dagli strati profondi dell’atmosfera fino alla stratosfera, normalmente calma. Il nucleo della tempesta è un mostro di oltre 5.000 km di larghezza. La prevalenza del colore giallo indica che ad alta quota si è creato un vasto fronte di ammoniaca, che, per le basse temperature, condensa in cristalli di grandi dimensioni. L’ammoniaca viene drenata dagli strati inferiori, che si trovano anche 50 km più in basso, e risucchiata verso la stratosfera. Si creano, così, vortici che sconvolgono la trama altrimenti ordinata delle formazioni nuvolose. Possiamo solo immaginare l’"odore" che si sprigiona in questo immenso frullatore ventoso intriso di ammoniaca.

Cortesia: ESO/Univ. of Oxford/T. Barry

Cortesia: ESO/Univ. of Oxford/T. Barry

Delle tre immagini di Saturno mostrate in questa composizione, tutte risalenti al 19 gennaio 2011, quella a sinistra, catturata nelle frequenze della luce visibile, è opera di Trevor Barry, un astronomo dilettante di Broken Hill, in Australia. Le altre due sono state acquisite nell’infrarosso con lo strumento VISIR (Very Large Telescope Imager and Spectrometer for the mid-Infrared) del VLT dell’ESO, in Cile. L’immagine centrale evidenzia il rimescolamento delle nubi nell’emisfero attraversato dalla tempesta e il vortice nella zona centrale, dove i gas sono più freddi. Si tratta di strutture che appartengono alle regioni inferiori dell’atmosfera di Saturno. L’immagine a destra, invece, mostra la situazione nella stratosfera, cioè ad altitudini maggiori: l’abituale calma della regione è rotta dagli inattesi bagliori che provengono da una zona più calda, che fiancheggia l’area fredda su cui insiste il cuore della tempesta.

Questi bagliori, visibili solo nell’infrarosso, appaiono come “fari stratosferici”. Si tratta di forti variazioni di temperatura, in un livello che si trova tra i 250 e i 300 km al di sopra dello strato nuvoloso della bassa atmosfera. I fari stratosferici hanno temperature di 15-20 gradi maggiori rispetto alla media della stratosfera di Saturno, che si aggira intorno ai -130 gradi centrigradi.

Riferimenti

Tag: articoli, saturno, missione cassini, fenomeni atmosferici, ammoniaca, infrarosso

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