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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Richard Feynman e il centro galattico

14 Sep 2012 12:02 AM – Michele Diodati

Non mi sembra possibile che quest'universo fantasticamente meraviglioso, questa incredibile estensione di tempo e di spazio e di differenti tipi di animali, e tutti i differenti pianeti e l'insieme degli atomi con i loro movimenti, eccetera, insomma tutta questa cosa complicata possa essere semplicemente un palcoscenico, in modo che Dio possa osservare gli uomini combattere per il bene e il male. Perché questa è la visione propria della religione. Il palcoscenico è troppo grande per un tale spettacolo.

Richard Feynman e il centro galattico

Le parole qui riportate in traduzione italiana erano parte di un'intervista che il grande fisico Richard Feynman, premio Nobel nel 1965, uno dei più geniali uomini di scienza mai vissuti, rilasciò nel 1959 a una televisione locale americana chiamata KNXT. L'intervista non andò in onda ed è facile immaginare perché (l'aneddoto è raccontato a pagina 372 di una biografia di James Gleick su Feynman, pubblicata nel 1992).

Quell'intervista non sarebbe andata in onda neppure in Italia, non solo cinquant'anni fa, ma forse neppure oggi, a giudicare dalla retorica religiosa di cui sono infarciti i palinsensti delle nostre reti nazionali. Il motivo è semplice: le parole di Feynman riassumono con una forza e una chiarezza disarmanti ciò che chiunque abbia una minima infarinatura di fisica e di astronomia non può fare a meno di pensare. Cioè che l'universo di cui siamo parte è assurdamente grande e complesso per essere un palcoscenico costruito in funzione della specie umana (o, peggio, di una sua piccolissima frazione di "eletti"), come invece pervicacemente affermano i miti cosmogonici e i seguaci di religioni grandi e piccole.

Basta osservare le immagini che alcune sonde hanno scattato inquadrando la Terra da appena qualche milione di chilometri di distanza per avere un'idea di quale puntino insignificante sia il nostro pianeta. E parliamo di sonde che hanno percorso una frazione infinitesima dello spazio che ci separa anche dalle stelle più vicine. Se spingiamo poi lo sguardo dei telescopi, non dico verso le altre galassie, ma solo un po' più in là, verso il centro della Via Lattea, la città spaziale che abitiamo, noteremo una miriade di stelle così fitta da far impallidire al confronto, in termini di affollamento, l'idea stessa di formicaio.

Ma poiché simili concetti si fissano meglio con l'aiuto delle immagini, invito i lettori a fare un piccolo esperimento: rileggete con attenzione la dichiarazione di Richard Feynman e subito dopo scorrete in successione, meglio se in versione ingrandita, la serie di immagini riportata sotto il testo.

Prima dell'esperimento, però, qualche parola di spiegazione sulle immagini. La prima è una panoramica del centro galattico che copre circa 10 x 8 gradi, un'estensione di cielo più o meno equivalente al pugno di una mano osservato a braccio disteso. La diagonale di polveri oscure che attraversa l'immagine giace sul piano galattico. Nell'angolo in basso a sinistra, l'area più luminosa è la regione del Sagittario in cui si trova il centro vero e proprio della Via Lattea, il luogo dove maggiore è la concentrazione di stelle. L'intera panoramica fu acquisita nell'ambito della Two Micron All Sky Survey, più brevemente 2MASS, una scansione dell'intera volta celeste, eseguita nell'infrarosso, alle lunghezze d'onda di 1,25 µm, 1,65 µm e 2,17 µm, tra il 1997 e il 2001. La miriade di stelle che popola il centro galattico è qui visibile proprio grazie al fatto che i telescopi della 2MASS operavano nell'infrarosso: nelle frequenze del visibile la vista è infatti bloccata dall'immensa cortina di polveri oscure che i bracci a spirale della galassia frappongono allo sguardo dei nostri telescopi (il Sole si trova in una regione periferica della Via Lattea, a circa 25.000 anni luce dal centro).

La cosa straordinaria è che in quest'area di cielo grande quanto un pugno sollevato all'altezza del braccio sono stati fotografati e catalogati dalla 2MASS quasi dieci milioni di stelle.

Dieci milioni! Per trasformare la nuda cifra in una sensazione tangibile dell'immensità del sistema di cui siamo parte, può aiutare la seconda immagine della serie: è una mappa che suddivide il centro galattico fotografato da 2MASS in 16 tasselli più piccoli, riportati in successione dopo la mappa. Cliccando su ciascun tassello, si apre il relativo frammento a piena risoluzione della panoramica totale del centro galattico. Solo così, scorrendo tutti i frammenti in successione, possiamo apprezzare pienamente quell'immenso brulicare di stelle.

Dopo aver osservato le immagini, ritorniamo alle parole di Feynman.

Non è assolutamente evidente, intuitivo, naturale pensare che anche "solo" dieci milioni di stelle – ciascuna delle quali probabilmente accompagnata da pianeti e lune, forse addirittura da specie viventi del tutto differenti da noi – siano un palcoscenico troppo grande, perché esista solo in funzione di noi umani? Esista cioè per l'atto di creazione di un'Entità imprecisata, che ha deciso che un manipolo di esseri viventi, relegati a vivere su un piccolo pianeta che gira intorno a una comunissima stella, nella periferia di una galassia qualunque, sia la cosa più importante e la ragion stessa di esistere dell'universo. Certo lo si può credere per fede. Ma ha senso? Per crederlo, bisogna rifarsi per forza alle antiche, oscure parole di Tertulliano: «Certum est, quia impossibile».

Una regione di circa 10 x 8 gradi in direzione del centro galattico, fotografata nell'infrarosso nell'ambito della Two Micron All Sky Survey. Le stelle visibili e catalogate sono quasi dieci milioni. Cortesia: 2MASS / G. Kopan, R. Hurt

Una regione di circa 10 x 8 gradi in direzione del centro galattico, fotografata nell'infrarosso nell'ambito della Two Micron All Sky Survey. Le stelle visibili e catalogate sono quasi dieci milioni. Cortesia: 2MASS / G. Kopan, R. Hurt

La mappa dei sedici "tasselli" in cui è stata suddivisa l'immagine del centro galattico, per consentire di osservare con maggiore accuratezza i singoli dettagli

La mappa dei sedici "tasselli" in cui è stata suddivisa l'immagine del centro galattico, per consentire di osservare con maggiore accuratezza i singoli dettagli

Tassello 1

Tassello 1

Tassello 2

Tassello 2

Tassello 3

Tassello 3

Tassello 4

Tassello 4

Tassello 5

Tassello 5

Tassello 6

Tassello 6

Tassello 7

Tassello 7

Tassello 8

Tassello 8

Tassello 9

Tassello 9

Tassello 10

Tassello 10

Tassello 11

Tassello 11

Tassello 12

Tassello 12

Tassello 13

Tassello 13

Tassello 14

Tassello 14

Tassello 15

Tassello 15

Tassello 16

Tassello 16

Il testo originale della citazione di Richard Feynman, riportata in traduzione italiana all'inizio dell'articolo. Cortesia: James Gleick, "Genius: The Life and Science of Richard Feynman", Pantheon (1992)

Il testo originale della citazione di Richard Feynman, riportata in traduzione italiana all'inizio dell'articolo. Cortesia: James Gleick, "Genius: The Life and Science of Richard Feynman", Pantheon (1992)

Riferimenti

Tag: 2MASS, via lattea, Richard Feynman, religione, centro galattico, articoli

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