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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

«Puoi parlare venusiano?»

14 Dec 2012 07:37 PM – Michele Diodati

Il 9 dicembre 2012 è morto Sir Patrick Moore, l'archetipo degli astronomi amatoriali, la divulgazione scientifica fatta persona.

Un intenso primo piano di Sir Patrick Moore, con l'inseparabile monocolo

Un intenso primo piano di Sir Patrick Moore, con l'inseparabile monocolo

Brian May, il celebre chitarrista dei Queen, lo ha ricordato con queste parole: «There will never be another Patrick Moore. But we were lucky enough to get one». Non ci sarà mai un altro Patrick Moore, ma siamo stati abbastanza fortunati da averne uno. Sembra retorica, ma non lo è: Sir Patrick Moore, morto a 89 anni il 9 dicembre 2012 nella sua casa di Selsey in Inghilterra, ha fatto per la divulgazione dell'astronomia più di qualsiasi altra persona al mondo. E non è un'esagerazione.

Nato nel 1923, a soli sedici anni si arruolò nella RAF, mentendo sull'età. Per cinque anni, dal 1940 al 1945, fu navigatore di volo sui bombardieri inglesi nella Seconda Guerra Mondiale. Quest'esperienza gli impedì di seguire normali studi accademici. Ma dopo la guerra rifiutò una borsa di studio che gli avrebbe permesso di laurearsi all'università di Cambridge. Costruì il suo immenso sapere astronomico negli anni, da solo, agendo sempre da perfetto autodidatta.

Non si sposò mai. Nel 1943, la fidanzata Lorna, un'infermiera, morì uccisa da una bomba tedesca che aveva colpito l'ambulanza sulla quale stava viaggiando. Moore raccontò che a distanza di sessant'anni continuava a pensare a Lorna come se gli anni non fossero passati. Nel ricordo inconsolabile di questo amore perduto, non solo evitò il matrimonio per il resto della sua vita, ma conservò un formidabile rancore verso i tedeschi, espresso nel 2003 con queste parole: «if I saw the entire German nation sinking into the sea, I could be relied upon to help push it down» ("Se vedessi l'intera nazione tedesca affondare in mare, mi sentirei sollevato se potessi dare una mano per spingerla più a fondo").

Ben presto, Patrick Moore trovò la sua strada nel campo della divulgazione scientifica. La trasmissione della BBC "The Sky at Night", un documentario mensile sull'astronomia che Moore presentò ininterrottamente dalla prima puntata nel 1957 fino alla morte nel 2012, è l'unico programma nella storia della televisione che sia stato presentato per 55 anni dalla stessa persona.

Il contributo di Moore nel campo dell'editoria è, se possibile, ancora più straordinario. Considerando tutte le edizioni, i compendi, le traduzioni, gli annuari, i libri di fantascienza e quelli su argomenti non astronomici, la sua bibliografia conta probabilmente più di mille titoli. Astronomy Now sta cercando di tenere un catalogo completo dei suoi libri, ricorrendo all'aiuto dei lettori. I titoli catalogati erano, a luglio 2011, 326.

Patrick Moore fu l'archetipo del gentiluomo inglese, eccentrico quel tanto che basta per renderlo un personaggio indimenticabile. Il suo immancabile monocolo, i mappamondi, i telescopi, i gatti (tra cui l'amatissimo Tolomeo), le camicie sgargianti sono l'iconografia immediatamente riconoscibile di un uomo che ha saputo raccontare l'astronomia con parole che hanno toccato il cuore e la mente di intere generazioni di appassionati.

Un lettore lo ha ricordato con questo parole: «Per essere onesti, con l'unica possibile eccezione di David Attenborough, non mi viene in mente nessuno che sia stato altrettanto in grado di interessare i bambini (di tutte le età) alla scienza». Personaggi come Moore sono indispensabili per il progresso culturale, scientifico e civile dell'umanità. Ma nascono e prosperano dove le condizioni politiche e socio-economiche lo consentono. In Italia, con la sola eccezione forse di Piero Angela, non c'è stato e non c'è, purtroppo, nessun divulgatore scientifico che possa paragonarsi anche lontanamente, per carisma, preparazione, passione, dedizione, storia personale, a un gigante come Patrick Moore.

Patrick Moore, riconoscibile per la straordinaria vertigine nei capelli, intervista con la massima serietà un uomo che sostiene di parlare (e scrivere) tre linguaggi spaziali: il venusiano, il plutoniano e la lingua del pianeta Kruga (?). Il filmato è tratto da una puntata del 1969 del programma della BBC "One Pair of Eyes"

Patrick Moore nel 1960, durante una trasmissione della BBC

Patrick Moore nel 1960, durante una trasmissione della BBC

Patrick Moore allo BBC Television Centre nel 1987. Cortesia: Peter Trievnor

Patrick Moore allo BBC Television Centre nel 1987. Cortesia: Peter Trievnor

La copertina di uno dei tanti annuari di astronomia pubblicati da Patrick Moore

La copertina di uno dei tanti annuari di astronomia pubblicati da Patrick Moore

Patrick Moore non scrisse solo di astronomia, ma pubblicò anche libri di curiosità e romanzi di fantascienza. Qui sono raffigurate alcune copertine tratte dalla sua sterminata produzione

Patrick Moore non scrisse solo di astronomia, ma pubblicò anche libri di curiosità e romanzi di fantascienza. Qui sono raffigurate alcune copertine tratte dalla sua sterminata produzione

Riferimenti

Tag: Patrick Moore, articoli, divulgazione scientifica

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