Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Le più nane tra le galassie nane, fossili dell'universo primordiale

10 Jul 2012 11:12 PM – Michele Diodati

Bisogna studiare il cielo con estrema attenzione e usare la vista acuta di Hubble per scoprire i segreti delle cosiddette UFD (ultra-faint dwarf): le galassie nane ultra-fioche. In uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters ne sono state analizzate tre in particolare: Hercules, Leo IV e Ursa Major I. Sono tre satelliti della Via Lattea, composte da poche centinaia o migliaia di stelle, difficilissime da scorgere contro lo sfondo delle galassie più remote, per la mancanza di gas e di formazione stellare.

La particolarità emersa dallo studio è che queste galassie ultra-fioche sono formate tutte da stelle antichissime, risalenti fino all'origine stessa dell'Universo. Circa 13 miliardi di anni fa, un evento di portata cosmica dovette privare tali galassie, già formatesi, della loro riserva di gas, impedendo la nascita di nuove stelle e condannando la popolazione di stelle esistente a un inesorabile invecchiamento senza possibilità di sostituzione. Gli scienziati ritengono che questo evento sia stato la cosiddetta "reionizzazione", avvenuta circa un miliardo di anni dopo il Big Bang: le galassie ultra-fioche erano forse troppo piccole per resistere alla terribile radiazione ultravioletta emessa dalle prime super-stelle, sicché tutta la loro riserva di gas fu letteralmente soffiata via.

La scoperta di galassie ultra-fioche è un tassello importante nella soluzione del problema delle satelliti mancanti (missing satellite problem): la teoria prevede che vi siano intorno alla Via Lattea molte più galassie satelliti nane di quante sono state finora scoperte. E forse ne sono state scoperte così poche proprio perché sono quasi invisibili.

L'importanza delle galassie satelliti sta nel loro rapporto con la materia oscura. Secondo i modelli teorici più accreditati, tali galassie contengono infatti un'altissima percentuale di materia oscura, e le UFD più di tutte. Trovare le galassie nane significa insomma gettare un po' di luce sulla materia oscura, renderla meno buia: sappiamo che c'è, sappiamo che è di gran lunga più abbondante della comune materia visibile, ma continua per ora a sfuggire a qualsiasi più precisa determinazione.

La regione di cielo che contiene la galassia nana ultra-fioca Leo IV, in un'immagine prodotta dal telescopio spaziale Hubble. Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

La regione di cielo che contiene la galassia nana ultra-fioca Leo IV, in un'immagine prodotta dal telescopio spaziale Hubble. Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

Il rettangolo nell'immagine di sinistra ritaglia una regione di 83 per 163 anni luce in Leo IV, una galassia ultra-fioca a circa 500.000 anni luce da noi. L'immagine sulla destra mostra le sole stelle di Leo IV, dopo aver sottratto le galassie di sfondo (visibili nell'immagine centrale). Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

Il rettangolo nell'immagine di sinistra ritaglia una regione di 83 per 163 anni luce in Leo IV, una galassia ultra-fioca a circa 500.000 anni luce da noi. L'immagine sulla destra mostra le sole stelle di Leo IV, dopo aver sottratto le galassie di sfondo (visibili nell'immagine centrale). Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

L'immagine mette a confronto la vista dettagliata di Leo IV ottenuta con Hubble con l'insignificante quadratino di cielo osservato con la Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

L'immagine mette a confronto la vista dettagliata di Leo IV ottenuta con Hubble con l'insignificante quadratino di cielo osservato con la Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Cortesia: NASA, ESA, and T. Brown (STScI)

Una simulazione che mostra uno sciame di galassie satelliti nane intorno alla Via Lattea. Quelle verdi sono sufficientemente massicce da aver conservato la possibilità di formare nuove stelle, mentre quelle rosse sono nane ultra-fioche con una popolazione di stelle antichissime. Cortesia: J. Tumlinson (STScI)

Una simulazione che mostra uno sciame di galassie satelliti nane intorno alla Via Lattea. Quelle verdi sono sufficientemente massicce da aver conservato la possibilità di formare nuove stelle, mentre quelle rosse sono nane ultra-fioche con una popolazione di stelle antichissime. Cortesia: J. Tumlinson (STScI)

Riferimenti

Tag: missing satellite problem, galassie UFD, materia oscura, Leo IV, articoli, telescopio spaziale hubble

Condividi post

La tua opinione

comments powered by Disqus
Powered by Disqus