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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Il video-francobollo della discesa di Curiosity su Marte

07 Aug 2012 04:23 PM – Michele Diodati

Il video-francobollo della discesa di Curiosity su Marte

E adesso abbiamo anche il punto di vista di Curiosity durante la discesa su Marte. Il filmato visibile più sotto, annunciato nel tweet visibile qui a lato, è l'assemblaggio in time lapse di 297 fotogrammi, purtroppo per ora solo miniature, scattati dallo strumento MARDI (Mars Descent Imager) a bordo del rover. I fotogrammi coprono gli ultimi due minuti e mezzo della discesa. Le prime immagini mostrano un "disco volante" che sparisce verso il suolo marziano con la velocità di un proiettile. È lo scudo termico di Curiosity, che è stato appena sganciato e precipita senza nulla che lo rallenti, mentre il rover svolazza dolcemente appeso al suo super-paracadute.

A un certo punto della discesa, entra in funzione il sistema di retrorazzi e il paracadute viene sganciato. Ce ne accorgiamo da alcuni indizi: una nuvola di polvere che si intravede a coprire parzialmente il terreno e poi la discesa, che diviene ad un tempo più rapida e mirata. Si capisce che il sistema di guida robotico sta puntando decisamente verso la zona di atterraggio e il rover non sta più semplicemente dondolando appeso a un paracadute. Poi il suolo si fa vicinissimo, una ruota di Curiosity compare nel campo della fotocamera e infine l'impatto col terreno, che arriva senza scossoni particolari. Fantastico poter vedere tutto ciò da casa propria, a oltre 200 milioni di km di distanza, solo il giorno dopo che è successo!

Cortesia: NASA / JPL-Caltech / MSSS

L'immagine qui di seguito è stata scattata dalla Hazard-Avoidance camera frontale sinistra di Curiosity poco dopo l'arrivo su Marte. È a piena risoluzione, ma linearizzata per correggere la distorsione prospettica provocata dall'obiettivo grandangolare. Al di là dell'ombra di Curiosity s'intravede una fascia scura costituita da dune. Più in fondo, l'obiettivo principale delle ricerche marziane del rover: Mount Sharp, una montagna alta cinque chilometri e mezzo (ben più del Monte Bianco, la cima più alta delle nostre Alpi). Il rover è stato progettato per studiare accuratamente la composizione fisica e chimica degli affioramenti rocciosi che si trovano alle pendici della montagna.

Cortesia: NASA/JPL-Caltech

Cortesia: NASA/JPL-Caltech

L'immagine seguente non è un quadro astratto, ma la prima foto a colori scattata da Curiosity su Marte. Il paesaggio è impastato dalla polvere che copre il tappo trasparente che sigilla e protegge l'obiettivo. Questa protezione sarà rimossa solo fra una settimana o più. Ciò che vediamo è il contrafforte settentrionale del cratere Gale, all'interno del quale il rover è atterrato. L'immagine è stata acquisita dallo strumento MAHLI (Mars Hand Lens Imager), che si trova al termine del braccio robotico di Curiosity e serve per fornire immagini ad alta risoluzione con una messa a fuoco variabile che va da 2,1 cm a infinito. Attualmente il braccio è in posizione ripiegata, così come è stato sistemato all'epoca in cui il rover fu preparato per la partenza. In questa posizione, la camera può fotografare solo ciò che appare sul lato anteriore sinistro del rover, per giunta con un'inclinazione di 30° rispetto al piano del suolo. Ecco perché la foto è inclinata come un quadro appeso male: bisognava compensare quei 30°, per consentirci di vedere il cielo in alto e la terra in basso.

Cortesia: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems

Cortesia: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems

Riferimenti

Tag: Curiosity, Marte, Mount Sharp, articoli

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