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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Gliese 436: una nana rossa, un Nettuno caldo e due mini-Terre

22 Jul 2012 11:08 PM – Michele Diodati

Gliese 436 è un'anonima nana rossa, neppure visibile a occhio nudo, che si trova a soli 33 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Leone. Di classe spettrale M2.5 V, ha raggio e massa poco superiori al 40% di quelli del Sole, una temperatura superficiale di 3.318 K, un'età stimata in almeno 6 miliardi di anni e una luminosità che è appena il 2,5% di quella della nostra stella. Intorno a Gliese 436 fu scoperto nel 2004 con il metodo della velocità radiale un pianeta di dimensioni paragonabili a Nettuno, che fu chiamato Gliese 436 b. Il pianeta, con un diametro di circa 55.000 km e una massa pari a oltre 22 masse terrestri, ruota a pochissima distanza dalla stella: il semiasse maggiore dell'orbita è risultato essere di appena 0,0287 unità astronomiche, cioè all'incirca 4,3 milioni di km. Un inferno bollente, con temperature di diverse centinaia di gradi centigradi.

Ma Gliese 436 b non è solo nel suo girotondo infuocato intorno alla stella madre. Un gruppo di ricercatori guidato da Kevin Stevenson dell'Università della Florida Centrale a Orlando, in uno studio in via di pubblicazione su The Astrophysical Journal, ha individuato due candidati pianeti nel sistema, chiamati provvisoriamente UCF-1.01 e UCF-1.02. Di questi, il primo è un candidato forte, la conferma della cui esistenza appare relativamente sicura, mentre il secondo è un candidato debole, i cui parametri sono cioè ancora piuttosto incerti. I due nuovi esopianeti, che risultano dai calcoli entrambi più piccoli della Terra, sono stati scoperti con il metodo del transito, cioè misurando le piccole, e a volte piccolissime, diminuzioni della luce che riceviamo dalla stella madre, causate dal loro periodico passaggio davanti al suo disco, rispetto al nostro punto di osservazione. La vera novità è che questa scoperta non si deve al telescopio spaziale Keplero, costruito appositamente per scovare esopianeti col metodo del transito, ma al telescopio spaziale a infrarossi Spitzer, abitualmente non usato per tale tipo di ricerche.

Dai dati finora ricavati, UCF-1.01 dovrebbe avere un raggio di circa 8400 km, pari al 66% di quello terrestre, e una massa, presumendo una densità analoga a quella della Terra, pari al 28% di quella del nostro pianeta, con una gravità superficiale di 0,65 g. Le somiglianze però finiscono qui. UCF-1.01 ha infatti un semiasse maggiore dell'orbita che è appena 0,0185 unità astronomiche: 1/54 di quello della Terra. Praticamente gira quasi attaccato alla nana rossa, a una distanza di appena 2.700.000 km: poco più di sette volte la distanza tra la Terra e la Luna. Di conseguenza, l'anno di UCF-1.01 è cortissimo: dura in tutto meno di 33 ore.

A causa dell'estrema vicinanza alla stella, il pianeta riceve circa 1000 volte la dose terrestre di raggi X molli e ultravioletti ad alta energia. Gli studiosi ritengono che un simile bombardamento abbia fatto evaporare da lungo tempo l'atmosfera del pianeta, la cui superficie è probabilmente un deserto di roccia fusa, con temperature prossime ai 600 gradi centigradi.

Dell'altro candidato pianeta del sistema, UCF-1.02, si ignora per ora il periodo di rivoluzione intorno alla stella. Le dimensioni ottenute dai calcoli sono invece quasi identiche a quelle dell'altro pianeta, solo leggermente inferiori: diametro di circa 8300 km e massa pari al 27% di quella terrestre. Se i due pianeti saranno confermati, i loro nomi ufficiali saranno Gliese 436 c e Gliese 436 d. La solita fantasia da nomenclatori di esopianeti...

Rappresentazione artistica di come potrebbe apparire UCF-1.01 a un ipotetico osservatore. Cortesia: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt (SSC)

Rappresentazione artistica di come potrebbe apparire UCF-1.01 a un ipotetico osservatore. Cortesia: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt (SSC)

Un'animazione che mostra UCF-1.01 in orbita ravvicinata intorno alla sua stella, la nana rossa GJ 436. Cortesia: NASA/JPL-Caltech

Parametri dei due candidati pianeti UCF-1.01 e UCF-1.02. La tabella è tratta dalla bozza di pre-stampa dello studio in via di pubblicazione su <i>The Astrophysical Journal</i>. Cortesia: Kevin Stevenson & colleghi

Parametri dei due candidati pianeti UCF-1.01 e UCF-1.02. La tabella è tratta dalla bozza di pre-stampa dello studio in via di pubblicazione su <i>The Astrophysical Journal</i>. Cortesia: Kevin Stevenson & colleghi

Riferimenti

Tag: Gliese 436, esopianeti, UCF-1.01, UCF-1.02, Gliese 436 b, telescopio spaziale Spitzer, articoli, nane rosse

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