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Un diario di cose celesti

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Curiosity, sette minuti di terrore

16 Jul 2012 08:43 AM – Michele Diodati

Curiosity, il sofisticatissimo rover da quasi una tonnellata che la NASA ha lanciato il 26 novembre 2011 alla volta di Marte, è in viaggio verso la sua destinazione, ormai prossimo all'arrivo. Se tutto andrà come previsto, il 5 agosto la navicella che contiene il rover entrerà nell'atmosfera marziana e cominceranno quelli che sono stati definiti, giustamente, i sette minuti di terrore. Dovrà svolgersi infatti in quei setti minuti una procedura complicata e completamente automatizzata, frutto di 500.000 righe di codice software, non gestibile in tempo reale da Terra.

La navicella, protetta da uno scudo termico, entrerà nell'atmosfera marziana alla velocità di migliaia di chilometri orari. Benché quell'atmosfera sia molto più rarefatta di quella terrestre, ciò porterà lo scudo fino a una temperatura di 1600 gradi, ma l'attrito non servirà comunque a rallentare sufficientemente un proiettile così pesante. A un certo punto della discesa si aprirà quindi un gigantesco paracadute, capace di sopportare una forza di oltre 30.000 chili. La velocità di discesa scenderà allora fino a circa 300 km/h: ancora troppo perché il rover non si schianti al suolo. Al momento giusto dovranno perciò entrare in funzione dei retrorazzi, in grado di arrestare la caduta per il tempo necessario a sganciare il rover. A esattamente venti metri dal suolo, Curiosity sarà infine calato giù per mezzo di cavi, attaccati al veicolo madre che contiene i retrorazzi. Subito dopo aver posato il rover sulla superficie di Marte, ai piedi di una montagna alta 6000 metri, il modulo di discesa dovrà "spararsi" via il più lontano possibile, per evitare qualsiasi rischio di danneggiare Curiosity.

Se anche una sola parte del complicato meccanismo non funzionerà a dovere, addio missione! Sette minuti di lucida follia ingegneristica.

Curiosity, sette minuti di terrore

Tag: Marte, Curiosity, articoli

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