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Un diario di cose celesti

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Eta Carinae 02 / La Nebulosa Homunculus

06 Apr 2014 05:08 PM – Michele Diodati

Negli anni centrali del 19° Secolo, un processo ancora non ben compreso nelle cause e nei meccanismi portò Eta Carinae a liberarsi con violenza di parte della sua massa, che fu espulsa ad alta velocità dalle regioni polari della stella, formando una densa nebulosa bipolare di polveri e gas.

Quando nel gennaio del 1944 l’astronomo argentino Enrique Gaviola osservò quella nebulosità con il telescopio riflettore da 154 centimetri dell’Osservatorio di Cordoba, i due lobi oggi chiaramente visibili e distinti gli apparvero fusi in un oggetto tondeggiante e un po’ bizzarro, in parte per il minor tempo trascorso dall’eruzione in parte per l’insufficiente potenza del telescopio adoperato.

Attenzione! L'articolo è stato spostato sul blog interamente dedicato a Eta Carinae.

Eta Carinae al centro della nebulosa Homunculus, in una celebre immagine acquisita dal telescopio spaziale Hubble, pubblicata nel 1996. <span class="di">Cortesia: Jon Morse (University of Colorado) e NASA</span>

Eta Carinae al centro della nebulosa Homunculus, in una celebre immagine acquisita dal telescopio spaziale Hubble, pubblicata nel 1996. <span class="di">Cortesia: Jon Morse (University of Colorado) e NASA</span>

Tag: Eta Carinae, articoli, Homunculus

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