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Un diario di cose celesti

Chi siamo? Perché?

Il tramonto marziano di Spirit

03 Jun 2011 11:04 PM – Michele Diodati

Quello mostrato nell’immagine seguente è un tramonto su Marte, fotografato il 19 maggio 2005 dal rover Spirit. La polvere diffusa nell’atmosfera marziana rende il cielo rossastro e produce anche le sfumature di blu in distanza, nella direzione del disco solare. Il Sole, a causa della maggiore distanza di Marte, appare più piccolo di un terzo rispetto a come lo vediamo dalla Terra. È inoltre molto meno luminoso e caldo.

Cortesia: NASA/JPL/Texas A&M/Cornell (<a href="http://apod.nasa.gov/apod/image/0901/PIA07997_spiritmars.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>)

Cortesia: NASA/JPL/Texas A&M/Cornell (<a href="http://apod.nasa.gov/apod/image/0901/PIA07997_spiritmars.jpg" target="_blank">vedi in alta risoluzione</a>)

Proprio la mancanza di una radiazione solare sufficientemente intensa ha decretato la morte (o forse solo una lunga ibernazione) del piccolo rover, alimentato da batterie solari. Rimasto intrappolato in un terreno sabbioso, il veicolo non ha avuto più le energie necessarie per orientare i propri pannelli solari nella direzione ottimale. Così, nonostante i molti tentativi operati da Terra, non è stato possibile stabilire più alcuna comunicazione con il robot. La polvere accumulata sui pannelli e il freddo intenso (-130 °C), che minaccia le apparecchiature non più riscaldate dagli appositi sistemi di protezione, rendono una futura ripresa dell’operatività quantomeno improbabile. Spirit è stato dunque meno fortunato del gemello Opportunity, che continua baldanzosamente la sua esplorazione del suolo marziano.

Lanciato il 10 giugno 2003, Spirit atterrò su Marte il 4 gennaio 2004. L’ultima comunicazione con la Terra è avvenuta il 22 marzo 2010. La scoperta forse più importante del rover si deve a una fortunata casualità: la rottura della ruota anteriore destra, che, bloccata, grattando a fondo il terreno durante il faticoso avanzare del robot, mise allo scoperto nel 2007 un suolo estremamente ricco di silice amorfa. Si tratta del componente principale del vetro, la cui formazione è collegata alla presenza di flussi di acqua calda che filtrano attraverso le rocce, come per esempio nei geyser: un ambiente ideale per la vita, almeno a livello batterico.

La scoperta causale di Spirit era dunque la prova che Marte, forse qualche miliardo di anni fa, aveva un clima più temperato e un ciclo dell’acqua. La silice in cui il rover si era imbattuto era probabilmente l’ultimo resto di un gradevole sito termale marziano. Ma difficilmente riusciremo a sapere se quel luogo ebbe mai dei clienti né che forma o che gusti avessero.

Riferimenti

Tag: Spirit, Marte, articoli, acqua, silice amorfa

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